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Museo della musica su Tripadvisor 

concerti gennaio-luglio 2007



mercoledì 4 luglio 2007
Cortile del Museo della musica
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Tuttecose dicofone

Diego Cofone in Concerto
Menzione Speciale al Concorso Iceberg 2007

in collaborazione con
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A quasi dieci anni dalla scomparsa, "tuttecose dicofone" vuole essere anzitutto un tributo a mio padre, Nik Cofone, ed è il frutto di un fragile percorso interiore alla riscoperta degli ultimi e più bui anni della sua follia creativa. Sua è infatti la voce narrante, in un montaggio che ho effettuato selezionando parte della copiosa produzione narrativa e recitativa da egli stesso registrata su nastro magnetico.
La performance musicale sarà di tipo elettroacustico sperimentale, fondata su strutture composte ma aperte ad un'imprevedibile interazione in divenire con la voce su nastro attraverso percorsi d'improvvisazione dialogica e di manipolazione del suono. Le diverse parti strumentali saranno da me eseguite dal vivo, saltando da uno strumento all'altro, e processate e riarrangiate sequenzialmente in tempo reale attraverso il campionamento con un processore di effetti e loop controllati a pedale.
La musica sarà ideale contrappunto, ora ironico e leggero, ora cupo e drammatico, dei paesaggi narrativi di volta in volta tracciati dalla voce riprodotta su nastro.
Diego Cofone


mercoledì 4 luglio
ore 21.30
Tuttecose dicofone
Diego Cofone in concerto

>Diego Cofone (voce, ancie, flauti, violino, basso elettrico acustico, pianoforte, percussioni, oggetti, manipolazione campioni, programmazione laptop e loop machine)
>Nik Cofone (testi e voce narrante su nastro magnetico)


L'ingresso al concerto è consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Si prega, prima di accedere all'area eventi, di ritirare il biglietto gratuito presso la biglietteria del Museo.

Informazioni>
Ufficio Promozione Giovani Artisti
via Oberdan, 24 – interpiano (fra il 1° e il 2° piano)
tel. 051204622/663/608 (dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 13.30)
giovaniartisti@comune.bologna.it




giovedì 28 giugno 2007
Sala eventi
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Fileno & Amarilli 1647-2006

musiche di G. Carissimi e F. Colusso
a cura dell'Ensemble Seicentonovecento

a cura di
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Lo spettacolo “bi-fronte” Fileno & Amarilli, 1647-2006 presenta insieme la favola pastorale L’amorose passioni di Fileno di Giacomo Carissimi e il ciclo completo del Primo libro dei Madrigali illustrati Amarilli di Flavio Colusso.
L’elaborazione del poetico testo carissimiano – il cui libretto, stampato a Bologna nel 1647, è conservato in copia unica presso il Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna – è concertata insieme ad alcune Cantate dell’Autore e vuole rievocare liricamente i Chori di Speranze, di Timori e di Pensieri rappresentati nel lavoro teatrale seicentesco.
Il ciclo dei dodici madrigali "illustrati" Amarilli di Flavio Colusso è basato su pochi, suggestivi frammenti poetici (Virgilio, Tasso, Guarini): questi brevi componimenti per voci, zufolo e pianoforte vedono la «bisbetica» protagonista anche come un’allegoria della città eterna, in cui gli schiavi non sono più sottoposti a un padrone, ma sono schiavi d’Amore, «la bella Amarilli, selvatica, mezza donna, mezzo animale, canta, balla, innamora i pastori».


giovedì 28 giugno
ore 21.00
Fileno & Amarilli, 1647-2006
prima esecuzione a Bologna

Ensemble Seicentonovecento
>Flavio Colusso (regia e direzione musicale)
>Cristiana Arcari (soprano)
>Fiammetta Borgognoni (voce bianca)
>Donatella Casa (soprano)
>Margherita Chiminelli (soprano)
>Maria Chiara Chizzoni (soprano)
>Silvia De Palma (soprano)


Evento realizzato nell'ambito del progetto multimediale
Giacomo Carissimi Maestro dell'Europa Musicale
sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana
e del Pontificium Consilium de Cultura

L'ingresso ai concerti è consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Si prega, prima di accedere all'area eventi,
di ritirare il biglietto gratuito presso la biglietteria del Museo.

Informazioni e ufficio stampa>
MUSICAIMMAGINE
tel. 0636004667
cell. 3286294500
musicaimmagine.prom@tiscali.it
www.giacomocarissimi.net



27 giugno-11 luglio 2007
Cortile del museo della musica
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Ci troviamo in strada Maggiore

serate a tema musicale
a cura de Le Petit Café

in collaborazione con
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La rassegna si divide in quattro serate con il tema comune della degustazione di prodotti enogastronomici tipici. Nelle prime due serate verranno degustati vini importanti cercando di abbinare loro formaggi e sigari.
Le altre due, ospitate nella splendida cornice del cortile del Museo della musica, avranno come soggetto Puglia e Sicilia, con proposte a 360° abbinando vini, prodotti tipici e concerti di musiche popolari.


mercoledì 27 giugno
100% Puglia
ore 19.00
Presentazione di prodotti tipici pugliesi
degustazione enogastronomica a richiesta
ore 20.30
Concerto di musica popolare pugliese
serata dedicata alla Pizzica
>Kauliae

mercoledì 11 luglio
100% Sicilia
ore 19.00
Presentazione di prodotti tipici siciliani
degustazione enogastronomica a richiesta
ore 20.30
Concerto di musica popolare siciliana
>Grattula Beddattula


L'ingresso ai concerti è consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Si prega, prima di accedere al cortile,
di ritirare il biglietto gratuito presso la biglietteria del Museo.



domenica 20 maggio 2007
Sala eventi
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Attraverso i Musei di Bologna

Bologna nel Secondo Dopoguerra
a cura della Scuola Popolare di Musica Ivan Illich


Il ciclo Attraverso i Musei di Bologna, al suo terzo appuntamento, intende ricomporre i fili che uniscono gli oggetti e le storie custodite nei diversi musei bolognesi, con particolare attenzione a momenti che sono stati fondamentali nello sviluppo della città e che più tracce hanno lasciato nel suo tessuto attuale.

domenica 20 maggio
ore 16.00
Quante pietre ci vogliono a fare un ponte?
Bologna e l’Italia negli anni del secondo dopoguerra: un affresco in musica e parole.

Gli anni cruciali del dopoguerra e della ricostruzione narrati attraverso canti, testimonianze, documenti ed immagini. Per raccontare, in frammenti, un tempo della vita dell’Italia e di Bologna in cui tutto, per un momento, è sembrato possibile. In cui si ri-costruivano a fatica i legami, le città, la vita democratica del paese; in cui si lottava, ancora, per un pezzo di terra e, mentre ancora si moriva, quasi ogni giorno, nelle piazze e nelle campagne, si preparava a nascere l’Italia del boom economico.

concerto della Piccola Orchestra della Scuola Popolare di Musica Ivan Illich
>Luca Bernard (contrabbasso)
>Olivia Bignardi (clarinetto e sax alto)
>Francesca Esposito (canto)
>Nicola Guazzaloca (vibrafono e percussioni)
>Filippo Plancher (voce narrante e canto)
>Francesco Quero (percussioni)
>Roberto “Sacco” Secchi (fisarmonica)
>Alessandro Sorrentino (chitarra e percussioni)
>Teresa Tondolo (violino)
>Francesca Valente (canto)
>con la partecipazione dell'Hard Coro di canto sociale De’ Marchi


L'ingresso ai concerti è consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Si prega, prima di accedere alla sala eventi o al cortile,
di ritirare il biglietto gratuito presso la biglietteria del Museo.

Sito della rassegna>
Attraverso i musei della musica



lunedì 23 aprile 2007
Sala eventi
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Martiniana

I concerti del Progetto Martini al Museo della musica
a cura di Conservatorio di musica G.B. Martini

in collaborazione con
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Logo Regione Emilia Romagna Logo Provincia Bologna
La figura di Padre Martini è universalmente nota nel mondo della musica: già a suo tempo autorità indiscussa nell'ambito della scienza musicale, tanto che alla sua scuola si avvicendarono per oltre un quarantennio musicisti provenienti da tutta Europa, tra i quali, non ultimo, il giovane Mozart che avrà sempre parole di ammirazione per l'arte e la scienza del grande maestro.
Avvalendosi della collaborazione del Museo della Musica per quanto riguarda la predisposizione dei materiali musicali del ricco lascito martiniano ivi custoditi e per la disponibilità ad ospitare alcuni degli eventi, il Conservatorio si propone con questa nuova iniziativa di indagare e valorizzare settori della produzione musicale di Padre Martini inspiegabilmente trascurati, come quello della produzione di musica liturgica e di analizzare e valorizzare le caratteristiche dell'insegnamento martiniano non solo attraverso la testimonianza del fondamentale Esemplare, il suo massimo trattato di contrappunto, ma anche attraverso l'opera degli allievi formatisi alla sua scuola.
L'assunto di partenza - l'approfondimento della ricca produzione musicale di Padre Martini esteso ai suoi allievi e contemporanei - può diventare un impegno a lungo termine, volto alla conoscenza teorico-musicologica e della prassi esecutiva del repertorio settecentesco, caratterizzando nel nome di Padre Martini tutta una serie di attività didattiche, di studio, nonché concertistiche.
Rispetto a quanto fatto in passato, il Conservatorio intende infatti affiancare alla ricerca, affidata a studiosi di chiara fama, una serie di seminari interpretativi e lezioni-concerto pubbliche rivolte agli allievi dei corsi superiori di Triennio e Biennio, italiani e stranieri, che frequentano il Conservatorio, con la possibilità di estendere questi seminari ad allievi degli altri Conservatori della Regione Emilia-Romagna con i quali esiste una specifica convenzione, nonché ad allievi dell'Università.
Infine, al momento scientifico e didattico, il Conservatorio desidera affiancare momenti di spettacolo aperti alla cittadinanza tutta, confidando di fare cosa gradita alla sensibilità dei bolognesi, sempre attenti a conoscere e valorizzare la propria storia e la storia delle proprie istituzioni.


lunedì 23 aprile
ore 21.00
La grande scuola di Padre Martini
Johann Christian e Wolfgang Amadeus
fortepiano>Carlo Mazzoli


L'ingresso ai concerti è consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Si prega, prima di accedere alla sala eventi o al cortile, di ritirare il biglietto gratuito presso la biglietteria del Museo.

Per informazioni>
Conservatorio di musica "G.B. Martini"
tel. 051-221483



15 aprile - 1 luglio 2007
Sala eventi e Cortile del Museo della musica
Logo tre quarti d'ora

Tre quarti d'ora di musica

I concerti-aperitivo del Conservatorio "G.B. Martini"
al Museo della musica


Per il terzo anno consecutivo, il Conservatorio Giambattista Martini propone una nuova serie di concerti ispirata sempre alla fortunata formula dei Tre quarti d'ora: e anche quest'anno, l'istituzione musicale cittadina è gradito ospite delle sale e degli spazi del Museo della musica per tre concerti del ciclo.
La sala eventi ospiterà il concerto Chitarre d'Italia a Bologna, il cui programma chitarristico ha consigliato la scelta della cornice raccolta ed intima della Sala biabsidata di Palazzo Sanguinetti (sede del Museo della musica). Gli ultimi due concerti, previsti per la fine di giugno e l'inizio di luglio e decisamente più adatti a una sede spaziosa ed aperta, troveranno la loro cornice ideale nel cortile del Museo della Musica di Strada Maggiore
.


domenica 15 aprile
ore 11.00
sala eventi
Chitarre d'Italia a Bologna
>Piero Bonaguri (chitarra)

Il programma del concerto propone composizioni di autori italiani, presentate secondo un criterio diverso da quello tradizionale dell'ordine cronologico.
Alla suggestiva trascrizione segoviana dell'Aria di Frescobaldi, pezzo in bilico tra il sistema tonale e l'antica modalità, sono accostate due parti della recente Messa strumentale scritta per me nel 2006 da Gian Paolo Luppi (prima esecuzione assoluta), pezzo che impiega in modo strutturalistico materiale musicale gregoriano.
Il secondo accostamento proposto è quello tra due movimenti della Gran sonata per chitarra di Niccolò Paganini ed una Sequenza (anch'essa scritta per me) di Adriano Guarnieri. Nel pezzo contemporaneo a tratti affiora il "canto" in un modo che mi ricorda l'enfasi posta sulla melodia nei pezzi di Paganini, ai quali è accostabile anche per l'aspetto virtuosistico (interessante l'uso delle ottave di rinforzo, comune ai due autori). Inoltre la scrittura strumentale qui impiegata da Guarnieri favorisce, come in Paganini e fatte salve le ovvie differenze, un effetto di spazializzazione sonora ottenuto, più che attraverso la densità contrappuntistica, attraverso il diverso spessore fonico dei vari elementi che formano il materiale musicale impiegato.
Nel Preludio di Malipiero è evidente il rapporto con la musica del passato, di cui Malipiero fu grande studioso; più problematico il rapporto con la tradizione riscontrabile nel pezzo di Petrassi, che approdò all'atonalità dopo una fase neoclassica (come il pittore Afro, al quale il pezzo è dedicato, approdò all'informale dopo una fase figurativa). Afro scrisse: "Io spero che nelle mie pitture circoli un presentimento, una speranza, come di un'alba"; è interessante che proprio lui sia il dedicatario di questi Suoni notturni…
I pezzi di Paolo Ugoletti e di Mario Castelnuovo-Tedesco testimoniano anche una certa modalità di rapporto tra compositore colto e musica popolare, rapporto che difficilmente negli autori italiani riesce a superare il diaframma di una "distanza" (a differenza di quanto avvenne, poniamo, in Spagna). Il fiorentino Castelnuovo-Tedesco nella scintillante Tarantella scritta per Segovia prende in giro bonariamente il folklore napoletano, mentre la Ciaccona scritta per me da Ugoletti (Castelnuovo-Tedesco l'avrebbe forse intitolata Variazioni attraverso i secoli!) parte dal Barocco per poi approdare addirittura al jazz e al calypso (musica popolare sì, ma di altre terre…). Il pezzo è in prima esecuzione italiana.
Il rapporto tra passato e presente può essere allora un filo conduttore di questo programma, assai opportunamente ospitato al Museo della Musica. Non ultimo motivo di interesse è la presenza nel programma di alcuni compositori legati a Bologna (Malipiero si diplomò con Bossi al Liceo Musicale, mentre Guarnieri e Ugoletti hanno insegnato al Conservatorio Martini, ove Luppi è tuttora docente).
Piero Bonaguri
   Girolamo Frescobaldi > Aria (trascr. di A. Segovia)
   Gian Paolo Luppi > Due pezzi dalla Messa strumentale
   Niccolò Paganini > Gran sonata per chitarra
   Adriano Guarnieri > Sequenza per chitarra
   Gianfrancesco Malipiero > Preludio
   Goffredo Petrassi > Suoni notturni
   Paolo Ugoletti > Ciaccona
   Mario Castelnuovo-Tedesco > Tarantella


domenica 24 giugno
ore 21.00
cortile del Museo della musica
Questi e quelli tutti in coro
>Coro da Camera di Bologna e Coro Laboratorio del Conservatorio "G.B. Martini"
>Pier Paolo Scattolin (direttore)

Un repertorio prezioso e raffinato, quello del complesso di sole voci, destinato ad esecuzioni cameristiche, e cioè riservato ad un ascolto attento a cogliere ogni minimo particolare esecutivo ed espressivo. "Musica reservata" definivano questo genere nel Rinascimento, un genere che trovò negli ambienti delle tante accademie e corti italiane un humus propizio di sviluppo e diffusione, messo in ombra poi dal travolgente successo dello spettacolare teatro d'opera. Ma il gusto per le mezze tinte e per i particolari preziosi non si è spento, ed anzi ha trovato nuovo interesse nei compositori a partire dal secolo scorso, legandosi alla ricerca di nuovi linguaggi, di nuove sonorità, di nuovi mezzi espressivi. Un nuovo che sa anche di antico, come per ossimoro artistico spesso succede.
Gli autori scelti per questo programma offrono una articolata varietà di atteggiamenti e scelte, parallela alle diversità di nascita, cultura e storia. Tra i grandi protagonisti del Novecento musicale troviamo lo Schönberg (1874-1951) di questo brano del 1949, interamente dodecafonico, dove però il principio tecnico è applicato con grande inventiva formale. Ravel (1875-1937) e Debussy (1862-1918) rappresentano la magistrale tradizione francese particolarmente attenta alla ricerca timbrica: il primo con un brano tratto da una raccolta del 1916 per coro a cappella che testimonia l'interesse dell'autore per le varie possibilità di questa formazione; il secondo con un brano del 1898, raro esempio corale di un autore che pure alla voce cameristica ha consacrato alcune delle sue pagine più belle e significative. Di Bartók (1881-1945) un esempio tratto dalla vasta produzione per coro, con finalità anche didattica che ha ispirato tanti altri lavori sia per voce che per pianoforte, e che unisce anche l'amore profondo verso il canto popolare della sua terra, l'Ungheria (il brano è tratto dal fascicolo VIII della raccolta Ventisette cori a due e tre voci pubblicata nel 1937-38). Per Hindemith (1895-1963) la riflessione sulla scrittura corale è essenziale nell'acquisizione del personale linguaggio dove i modi della polifonia vocale rinascimentale sono la guida eletta (la raccolta da cui è tratto questo brano, su testo del grande Rilke, è del 1939).
Per i maestri italiani la scrittura corale è un riappropriarsi del proprio passato musicale attingendo ad una scrittura essenziale, pur senza rinunciare alla morbidezza della cantabilità. Maestro grandissimo è Petrassi (1904-2003) che dispiega nei vari Nonsense la profonda assimilazione delle tecniche contrappuntistiche unita ad una vivacità ritmica e sonora che arriva all'umorismo. Anche per Bettinelli (1913-2004) il magistero polifonico italiano è parte integrante del personale linguaggio espressivo di alto contenuto tecnico, fin dalle opere degli inizi come queste "espressioni madrigalistiche" del 1939. Più decisamente volto su percorsi nuovi, dialoganti tra oriente ed occidente, è il linguaggio di Scelsi (1905-1988), aperto a sonorità inedite.
Infine, Chiara Benati e Marco Montaguti. I due brani della prima sono tratti da Esercizi di Stile per coro a cappella (2003): "un ridire uno stesso testo non attraverso artifici retorici ma attraverso artifici musicali. E grazie a questi piegarlo a espressività diverse, illuminarlo di significati nuovi". Il testo è "Non c'è rosa senza spine": Amissa rosa da Ovidio è nella forma severa del corale con i vari versetti conclusi sulla 'corona'; il registro delle voci è grave e scuro e il carattere che ne deriva è severo; Keine Rose, composto su due proverbi tedeschi, ha la forma rigorosa del canone a tre voci in movimento cromatico dal grave all'acuto per poi precipitare nella parte conclusiva. Ne deriva un carattere molto drammatico, con un punto di culmine e una risoluzione. Ch'as lessi ch'l'ha cl'oss!, dice Montaguti che ne è l'autore, "è un nonsense testuale - utilizza infatti tre scioglilingua in dialetto bolognese: 'L'oli l'è lé, l'alla l'è là; l'ela li la lomm? / Dis dan Dundein: tott'i dé Dio dà di don / Tita t'i totta teinta, t'i tott'ont un tac! - di cui sfrutta gli aspetti fonetici. Come è evidente, essi sono basati su tre consonanti (l, d, t) che prevedono la percussione, da parte della lingua, dapprima del palato e poi dei denti: ne deriva una sonorità sempre più aperta e secca che costituisce uno dei percorsi narrativi del brano, l'altro essendo il progressivo abbinamento delle voci, che sostanzialmente indipendenti all'inizio, diventano poi un corpo unico".
Donata Bertoldi
   Chiara Benati > Amissa rosa
   Goffredo Petrassi > Nonsense n. 1 da Cinque Nonsense
   Maurice Ravel > Ronde n. 3 da Trois chansons
   Rodolfo Halffter > Para la sepoltura de Dulcinea
   Béla Bartók > Kanon
   Giacinto Scelsi > Ave Maria
   Chiara Benati > Keine rose
   Paul Hindemith > Un cigne n. 1 da Six Chanson
   Arnold Schönberg > Dreimal Tausend Jähre op.50
   Bruno Bettinelli > Già mi trovai di Maggio n. 1da Tre espressioni madrigalistiche
   Pier Paolo Scattolin > Sarvi Rriggina-Lamentazioni
   Claude Debussy > Dieu, qu'il la fait bon regarder! n.1 da Trois Chansons d'Orléans
   Marco Montaguti > Ch'as lessi ch'l'ha cl'oss!


domenica 1 luglio
ore 21.00
cortile del Museo della musica
Intersezioni
>Regia del suono a cura della Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio

Il rapporto acustico/elettroacustico, strumento e suoni elettronici, si sviluppa su diversi piani. La visibilità della sorgente acustica e l'invisibilità dei suoni elettronici; la presenza in uno spazio definito dallo strumento e la localizzazione diffusa dei suoni provenienti dagli altoparlanti. Il rapporto continuo di contrasto/coesistenza, dominanza/subordinazione e lo spostamento fra mondi reali e immaginari permettono al compositore di ampliare le possibilità del discorso musicale.
L'idea del concerto è quella di mettere in rilievo le relazioni fra l'articolazione strumentale e l'elaborazione elettronica, dal vivo e con elementi pre-registrati.
Le cinque prove in programma, composte da giovani compositori che hanno frequentato i corsi di composizione e musica elettronica del nostro Conservatorio, presentano tutte queste caratteristiche, sviluppate e integrate nel personale approccio creativo di ciascuno di loro.
Lelio Camilleri
   Emanuela Turrini > Desaggregation per violoncello e elettronica
   Corrado Malavasi > Due precetti apocrifi sulla radice phe per flicorno in Sib e elettronica
   Andrea Sarto > Pneuma per flauto in Sol e elettronica
   Franco Venturini > Erodia per due viole amplificate e elettronica
   Alessandro Ratoci > Carrier study per clarinetto e elettronica


L'ingresso ai concerti è consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Si prega, prima di accedere alla sala eventi o al cortile, di ritirare il biglietto gratuito presso la biglietteria del Museo.

Per informazioni>
Conservatorio di musica "G.B. Martini"
tel. 051-221483