

 

eventi culturali settembre-dicembre 2006
giovedì 7 settembre 2006
Cortile del museo della musica
Decima edizione di DANZA
URBANA - FESTIVAL INTERNAZIONALE DI DANZA NEI PAESAGGI URBANI,
nelle piazze e in spazi non teatrali della città di Bologna, dal 5 al
10 settembre (direzione artistica di Carosi e Nava per Associazione Culturale
Danza Urbana).
Danza Urbana - primo festival in Italia dedicato al rapporto tra danza
contemporanea e architettura urbana - aderisce a CQD, Città che Danzano,
network di festival nel mondo dedicati alla danza proposta nei luoghi
pubblici della socialità e della vita lavorativa; quest'edizione gode
del sostegno di Regione Emilia-Romagna, Provincia di Bologna, Comune di
Bologna, Istituto Svizzero di Roma, The Japan Foundation ed Eu Japan Fest.
Per l'occasione, il Museo internazionale e biblioteca della musica riapre
straordinariamente nella serata del 7 settembre
e ospita nella splendida cornice del cortile di Palazzo Sanguinetti il
momento pubblico più conviviale e di festa del decennale del Festival.
Il party vuole essere occasione di incontro con gli artisti, i coreografi
e gli operatori della città per celebrare i dieci anni del Festival Internazionale
Danza Urbana e per l'avvio del progetto triennale di scambio culturale
con il Giappone L'estetica del corpo nella danza
contemporanea tra Italia e Giappone.
giovedì 7 settembre
ore 22.30
un progetto di Associazione Culturale Danza Urbana
in collaborazione con>4th skin arts network,
Associazione Culturale Symballein
L'ingresso é consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Si prega, prima di accedere al cortile, di ritirare il biglietto gratuito
presso la biglietteria del Museo.
29 settembre-7 ottobre 2006
Sala eventi - Sale del museo
Mostra e dimostrazione di ikebana della maestra Ryosho Moryoka
Evento inserito nel programma di Nipponica
2006
L'ikebana, a molti nota
come arte della disposizione dei fiori, o più in generale di vegetali
quali fiori, foglie, bacche, rami, è tra le creazioni artistiche giapponesi
più apprezzate e raffinate. Il fascino di quest'arte risiede nella paradossale
capacità di rendere visibile la vita - questo uno dei significati reconditi
attribuibili all'ideogramma "ike" che compone il termine ikebana - utilizzando
vegetali recisi che, quindi, della vita recano solo un riflesso. La maestra
Ryosho Morioka, cui è affidata la creazione della mostra Suoni di luna
e fili d'erba, è esponente della scuola Sogetsu. Gli ideogrammi che compongono
questo nome indicano l'erba (so) e la luna (getsu).
Nata nel 1927 per la volontà di Teshigahara Sofu, suo fondatore, di meglio
innestare nella contemporaneità l'antica tradizione artistica cui apparteneva,
la scuola Sogetsu si è fin da subito distinta per le sue caratteristiche
peculiari fino a meritare il novero tra le più importanti e note scuole
di ikebana esistenti. Il motto "sempre, dovunque, per chiunque" ha reso
particolarmente favorevole l'incontro dello stile Sogetsu anche con contesti
tradizionalmente non prossimi all'ikebana: tra questi, ovviamente, l'Occidente.
L'attenzione portata verso l'esterno del singolo ambito giapponese e dei
luoghi, non solo intesi in senso fisico e architettonico, in cui l'ikebana
normalmente è presente ha favorito un arricchimento stilistico e, ancor
più, una spiccata capacità di dialogo interculturale. Proprio a sottolineare
tale propensione le opere proposte dalla maestra Morioka intendono interpretare
in chiave nipponica le stupende sale di Palazzo Sanguinetti, sede del
prezioso Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna, integrandovisi
al contempo armoniosamente. Nove composizioni per nove sale in un intreccio
tra natura e cultura, tra arte e ascolto, tra Italia e Giappone: ogni
luogo, si diceva, è per la scuola Sogetsu il luogo giusto per creare composizioni
floreali e ogni momento può essere colto per realizzare un incontro profondo
e sincero.
venerdì 29 settembre
ore 15.00
Dimostrazione di ikebana
30 settembre-7 ottobre
Mostra di ikebana nelle sale del Museo
L'ingresso é consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Si prega, prima di accedere agli eventi, di ritirare il biglietto gratuito
presso la biglietteria del Museo.
Per informazioni e prenotazioni>
info@nipponica.it
tel. 051 311918
www.nipponica.it
sabato 18 novembre 2006
Sala eventi
Cerimonia del tè
e laboratorio
Evento inserito nel programma di Nipponica
2006
Il tè affonda le proprie radici in un passato antichissimo. Le prime leggende lo collegano ad un imperatore cinese vissuto all'incirca nel 2700 a.C. Tra i racconti più interessanti che maggiormente mantengono un rapporto profondo con il senso che ancora oggi ha il tè è quello legato alla figura del monaco buddhista Bodhi Dharma. Si racconta che durante una lunghissima sessione di meditazione il monaco abbia ceduto ai richiami del sonno e al proprio risveglio provò nei propri confronti una tale collera da giungere a tagliarsi entrambe le palpebre. Queste, cadendo a terra, diedero vita ai primi germogli della pianta del tè. Giunto in Giappone all'inizio del IX secolo il tè si diffuse rapidamente conquistando un enorme successo, tanto che le cronache riportano le iscrizioni di concorsi in cui si misurava l'abilità dei partecipanti nel riconoscere la provenienza e la qualità dei tè.
Da ormai 500 anni la cerimonia del tè, in giapponese cha no yu, si tramanda nella forma in cui il suo primo ideatore, Sen no Rikyu, la definì: un momento di pacata e raffinata bellezza, di condivisione profonda tra i partecipanti in cui l'atto di preparare, offrire e ricevere il tè si trasfigura in un atto di contemplazione e consonanza con il sé e con il cosmo.
La maestra Yoko Shimada è esponente della più antica e importante scuola
di cerimonia del tè discendente da Sen no Rikyu, la Omotesenke, giunta
con il capofamiglia Jimyosai Sosho alla XIV generazione. Lo stile Omotesenke
è semplice e razionale e lo scopo del padrone di cerimonia, colui che
predispone la bevanda, è di preparare la tazza di tè miglior della sua
vita come fosse, ogni volta, l'unica occasione offertagli per farlo. Gli
ospiti rispondono con la medesima attenzione e cura e gustano appieno
quanto a loro offerto a testimonianza del reciproco affetto e rispetto.
Ogni movimento nella cerimonia è molto preciso e risponde ad una funzione specifica: gesti secolari, parole codificate, ringraziamenti, attenzione per l'utilizzo degli utensili e cura per l'ospite. Tutto ciò non significa che sia una cerimonia rigida e silenziosa: il suo fine è rilassare ed intrattenere piacevolmente e la forza espressiva e la bellezza dei gesti e degli oggetti sono ispiratori di tranquillità e armonia.
sabato 18 novembre
ore 15.30
Cerimonia
del tè
con Yoko Shimada
L'ingresso é consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Si prega, prima di accedere agli eventi, di ritirare il biglietto gratuito
presso la biglietteria del Museo.
Per informazioni e prenotazioni>
info@nipponica.it
tel. 051 311918
www.nipponica.it