primo ciclo di incontri, eventi, performances
a cura di Laurie Schwartz
 

Nel mese di maggio (quattro martedì sera
e l'ultima settimana intera) il Museo della musica di Bologna ospita
il primo ciclo della rassegna La MUSICA ELETTRONICA IN 101 PUNTATE con
4 incontri-dimostrazioni più un'installazione, che percorrono
tappe della musica elettronica nelle sue forme più varie al di
là delle distinzioni di genere e stile.
Il ciclo persegue un approccio globale
al fenomeno della musica elettronica che viene qui intesa nel senso
più ampio possibile: semplicemente una musica che ha bisogno dell'elettricità
per la produzione o la riproduzione. La rassegna mira a un pubblico
non esclusivamente formato da specialisti, anzi tenta di coinvolgere
il maggiore numero di interessati per costituire un tavolo di discussione
innovativa e non pregiudiziale.
martedì 2 maggio
ore 21.00
#61 Electric Lady's Lands>i mondi
della chitarra elettrica nel XX secolo
>Vincenzo Caporaletti
La chitarra elettrica è uno strumento che ha improntato gran parte del
Novecento musicale. Sull' evoluzione di questo medium, e attraverso le
tecniche performative e i repertori che ha espresso, dal rock al jazz
alle esperienze sperimentali contemporanee, il relatore, anche con l'esecuzione
dal vivo di esempi (sulle sue Stratocaster, Telecaster e Gibson) tratteggerà
i fondamentali concetti della sua teoria delle musiche audiotattili.
Vincenzo Caporaletti, musicologo (Università di
Macerata), è stato fondatore dello storico gruppo progressive rock italiano
Pierrot Lunaire. Attivo come didatta, concertista e compositore negli
ambiti della musica eurocolta e del jazz, ha collaborato sin dai primi
anni Settanta a svariati progetti artistici che sintetizzano le varie
esperienze musicali del Novecento. È autore de La definizione dello
swing, I fondamenti estetici del jazz e delle musiche audiotattili,
Ideasuoni, 2000 e del recentissimo I processi improvvisativi nella
musica. Un approccio globale, Libreria Musicale Italiana, 2005. Dirige
la rivista Ring Shout-Rivista di Studi Musicali Afro-Americani.
martedì 9 maggio
ore 21.00
#97 LAPTOPY>una breve (e divertente)
storia dell' (ab)uso di laptops nell'Electronica
>Markus Kritzokat
Cosa è successo, quando abbiamo cominciato a guardare qualcuno che stava
fissando il suo Power Book, faccia blu per la riflessione dello schermo
fluorescente? Cosa stanno facendo questi artisti davanti ai laptop? Stanno
creando davvero i suoni LIVE (oppure stanno scrivendo email)? Un viaggio
audio-visivo attraverso LAPTOPIA - con suoni che si chiamano electronica,
clicks'n'cuts o glitch da artisti che portano nomi come Oval, Vladislav
Delay, oppure Kevin Blechdom - che indaga sull'uso dei laptop nella storia
recente del fare ed eseguire musica.
Markus Kritzokat é musicologo, curatore, artist
representative e occasionalmente laptop performer. Vive a Berlino.
martedì 16 maggio
ore 21.00
#54 Un ciclo infinito>la tecnica del
LOOP da Pierre Schaeffer a Jennifer Lopez
>Lelio Camilleri
La ripetizione meccanica di un frammento sonoro è una conquista recente,
risale a circa sessanta anni fa. Essa è strettamente legata all'ampliamento
del mondo sonoro disponibile al compositore e viene impiegata in differenti
generi musicali. Attraverso una serie di esempi musicali (da Pierre Schaeffer
a Henry Cow, da John Cage a Jennifer Lopez) verrà tracciata una classificazione
delle varie tipologie di loop nei differenti generi e contesti.
Lelio Camilleri è titolare del corso di Musica Elettronica
al Conservatorio di Musica G. B. Martini di Bologna. E' docente di Musica
Digitale e di Musicologia e Storia della Musica d'Avanguardia presso l'Università
di Firenze. Collabora stabilmente con il Centro Tempo Reale di Firenze.
Ha pubblicato il libro Il Peso del Suono (Edizioni Apogeo, 2005) ed é
autore di composizioni elettroniche e strumentali eseguite in varie parti
del mondo.
martedì 23 maggio
ore 21.00
#32 L'invenzione del silenzio taroccato e
l'ascolto obbligatorio
>Veniero Rizzardi
Perché c'è un rapporto inverso tra il prezzo medio degli articoli e il
volume della musica di sottofondo nei negozi di scarpe? Perché negli ascensori
europei non si ascolta elevator music? Ce la farà la musica di sottofondo
a spezzare il silenzio degli scompartimenti ferroviari come ce l'ha fatta
sugli autobus interurbani? Come mai la musica si è trasformata da qualcosa
che si ascolta a qualcosa che si sente? Quando è successo? E come è cambiato
il modo ascoltare?
Veniero Rizzardi è uno studioso di musica moderna
e contemporanea. Insegna Storia della radiofonia e della musica riprodotta
all'Università di Venezia Ca' Foscari e co-dirige la rivista internazionale
AAA/TAC, dedicata all'arte acustica e alla comunicazione sonora.
24-30 maggio
- prorogato fino al 7 giugno
ore 10.00-17.00
The Sound of Muzic
installazione nelle sale del Museo
della Musica
>un
progetto di Itinerant Gastronomists
Il titolo dell'installazione è un incrocio fra il classico musical
The Sound of Music (Tutti insieme appassionatamente nella
versione italiana) e l'azienda americana Muzak,
fondata nel 1934, che è stata la prima ad arrivare all'idea di
accompagnare le nostre vite quotidiana con una colonna sonora.
Nell'ingresso del museo e nelle sale 4, 5, 6, 7 verranno diffusi vari
tipi di muzak, tradizionale e non:
>Carrelage
phonique (mattonelle acustiche), un pezzo di "musique d'ameublement"
di Erik Satie. Secondo l'indicazione dell'autore, può accompagnare
"un pranzo oppure un matrimonio civico"; si tratta della prima
esecuzione assoluta in un museo (sala 4);
>il
muzak "classico" di Annunzio Paolo Mantovani (ingresso
e sala 5);
>Music
for Museums, di Itinerant Gastronomists, brano originale, doppio
omaggio a Brian Eno, l'ideatore della ambient music e autore della celebre
"Music for Airports" e a Wolfgang Amadeus Mozart, inevitabile
presenza nel 250° anniversario della sua nascita (sala
6);
>un
potpourri di popular muzak, note canzoni sottoposte a banali trattamenti
di synthesizer (ingresso e sala 5);
>nuove
Covers - o meglio: DEcostruzione di muzak realizzate da artisti
provenienti da diversi parti del mondo esclusivamente per questo evento,
fra cui una versione multi-track di Vexations di Satie eseguito su un
organetto giocattolo; Tabu, eseguito da The Ensemble of 7, che promette
"Irritainment in Sound", riferimenti musicali alla muzak utilizzata
nella segreteria telefonica del Museo della Musica di Bologna (sala
7).
Per dirla con le parole dell'ufficio marketing dell'azienda Muzak
>Our
biggest competitor is silence (il nostro più grande concorrente
è il silenzio)
THE SOUND OF MUZIC è stata
realizzata da Itinerant Gastronomists, una ramificazione di Itinerant
Gastronomy che è domiciliato a New York. Il suo lavoro si rivolge
generalmente al cibo: la giustapposizione del familiare (cibo) con l'inusuale
(luoghi di dislocamento: cene elegante serviti sui binari della ferrovia,
ponti, cantieri). In questa apparizione Itinerant Gastronomists gioca
con un altro tipo di dislocamento, quasi una "schizofonia" (per
citare R. Murray Schafer).
Si ringraziano i seguenti artisti: Mary Ellen Carroll,
Gordon Monahan, Fuzzy Love, Conrado del Rosario, Anna Clementi, Reinhold
Friedl, Fabrizio de Rossi Re, Ulrich Krieger, Julia Heimerdinger, Horst
Possling, Martin Daske, Rainer Rubbert, Tribord Studio Berlin, The Ensemble
of 7.
L'ingresso agli eventi è consentito fino ad esaurimento
dei posti disponibili.
Si prega, prima di accedere all'Area eventi, di ritirare il biglietto
gratuito presso la biglietteria del Museo.