Dal 5
novembre 2005 e fino al 26 febbraio
2006 , la collezione del Museo della musica si arricchisce con
l'esposizione all'interno del percorso museale del
CONCERTO (olio su tela, cm 138x177, Roma - Galleria Borghese)
di Leonello Spada (1576-1622), il cui ritorno
a Bologna è frutto di uno scambio di opere d'arte tra Museo della
musica e Polo Museale Romano, con cui si inaugura la serie degli
ostaggi d'arte del Museo
della musica.
Spavaldo e provocatore, ma solo apparentemente ribelle, Lionello Spada
è l'unico artista bolognese che dopo l'esperienza a Roma, Malta
e forse a Napoli, dichiari la sua adesione al movimento caravaggesco contrastando
l'egemonia dei Carracci e dei loro allievi a Bologna nel secondo decennio
del Seicento. Ed è forse per questa ragione che il suo destino
lo porterà a dipingere soprattutto nei ducati padani, tra Reggio
e Parma, e a concludere la sua attività presso la corte di Ranuccio
Farnese.
Eppure i suoi inizi si erano svolti nei cantieri collettivi condotti sotto
la guida di Ludovico Carracci, in particolare nel famoso chiostro di San
Michele in Bosco, ma anche a Pieve di Cento in compagnia di Francesco
Brizio e di Lucio Massari. Il suo pennello aveva addirittura partecipato
alla celebrazione di Agostino Carracci in occasione delle sue solenni
onoranze funebri. La frattura doveva già essere intervenuta quando,
alla fine del 1609 o agli inizi dell'anno successivo, lasciava la sua
città per raggiungere probabilmente Roma e Napoli e, in compagnia
del commendator Zambeccari, suo protettore, imbarcarsi presto per Malta
dove era impiegato nel palazzo del Gran Maestro a La Valletta per la realizzazione
di affreschi in alcune sale; un itinerario che in parte replicava quello
di Caravaggio, poco prima in fuga avventurosa da Malta, dopo l'imprigionamento
per le gravi ferite inferte a un cavaliere.
Come nella vita, anche nella pittura Lionello Spada era meno radicale
del pittore lombardo che nel 1610 moriva a Porto Ercole, in viaggio verso
Roma. Nel 1611 era di ritorno a Bologna ed esibiva in piazza le sue opere
toccate dall'adesione alla lezione caravaggesca, aspettando le reazioni
dei suoi rivali. Era consapevole di godere di alte protezioni e sapeva
come avvantaggiarsene. È noto che nella polemica da tempo avviata
con Alessandro Tiarini riusciva a strappargli la commissione di uno dei
due dipinti per la cappella di San Domenico grazie all'intervento in suo
favore del cardinale Maffeo Barberini, il futuro Urbano VIII; ed è
da presumere che la sua chiamata a Reggio dove avrebbe dato avvio alla
decorazione ad affresco della basilica della Ghiara non sia avvenuta senza
l'autorevole appoggio del cardinale Alessandro d'Este, suo estimatore.
È probabile che anche il bel dipinto della Galleria Borghese, ora
eccezionalmente esposto a Bologna, abbia a che fare con le alte frequentazioni
del pittore e che la sua commissione sia da porre in relazione con i circoli
intellettuali romani, soprattutto quelli dei cardinali che coltivavano
interessi collezionistici e insieme scientifici, letterari e musicali.
Lionello Spada sapeva andare incontro al loro gusto, recuperando i caratteri
più appariscenti della lezione di Caravaggio e immettendoli in
un contesto tradizionale che li rendeva più accettabili. Nel caso
della Scena di Concerto della Galleria Borghese, una delle opere più
suggestive della sua intera produzione, probabilmente eseguita verso il
1615, poco dopo il rientro a Bologna, l'inquadratura caravaggesca delle
mezze figure in primo piano, in una composizione orizzontale priva di
profondità, è investita da una morbida luce naturale che
proviene da sinistra senza la metafisica fermezza di Caravaggio. La ricchezza
dei costumi, la varietà delle piume, le diverse azioni dei musicisti
che si preparano al concerto trasformano l'essenzialità di Caravaggio
in una descrizione naturale di gesti quotidiani, in una presentazione
casuale priva di storia, attorno al tema della musica: il maestro distribuisce
gli spartiti, il ragazzo si prepara al canto, i concertisti accordano
gli strumenti.
Angelo Mazza
Orario:
dal martedì alla domenica dalle
10.00 alle 18.00
fino al 26 febbraio 2006.
Il dipinto, inserito all'interno del percorso espositivo,
è visibile acquistando il normale biglietto del museo.