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Museo della musica su Tripadvisor 

mostre 2006



fino al 25 giugno 2006
Sala 6
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Ostaggi d'arte 2

disegni di Annibale Carracci, Donato Creti, Guercino, Guido Reni,
Pier Leone Ghezzi, Alessandro d'Este dall'Albertina di Vienna

La serie ostaggi d'arte prosegue con sei disegni a tema musicale provenienti dall'Albertina di Vienna, esposti fino al 25 giugno al Museo della musica.
Lo storico dell'arte Angelo Mazza illustrerà al pubblico le particolarità storico-artistiche dei disegni in tre diversi appuntamenti.


venerd́ 12 maggio
ore 16.30
Il Concerto farsesco del cardinale Alessandro d'Este, collezionista e mecenate tra Cinque e Seicento
con Angelo Mazza

venerd́ 19 maggio
ore 16.30
Pier Leone Ghezzi e la caricatura del teatro in musica nel Settecento
con Angelo Mazza

venerd́ 26 maggio
ore 16.30
Disegni musicali bolognesi e il caso di Donato Creti tra Sei e Settecento
con Angelo Mazza

L'ingresso agli incontri è consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Si prega, prima di accedere all'Area eventi, di ritirare il biglietto gratuito presso la biglietteria del Museo.



27 gennaio - 26 febbraio 2006
Spazio mostre temporanee
Mostra Artefiera 06

Adagio affettuoso appassionato

Artefiera - Euro Forum Roma
in collaborazione con Artemide Edizioni


Con l'inaugurazione di venerdì 27 gennaio alle ore 17.30 presso lo Spazio Mostre Temporanee, Il Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna ospita la mostra fotografica di Giuseppina Caltagirone ADAGIO AFFETTUOSO APPASSIONATO, evento in collaborazione con Artemide Edizioni e inserito nel calendario di Euro Forum Roma e Artefiera (27 - 30 gennaio 2006).

Una sinfonia di immagini.
Pagine di un libro che raccontano frammenti d’arte: mani che sfiorano corde di preziosi violini o corrono lievi sulla tastiera di un pianoforte.
Giuseppina Caltagirone ha fermato quegli attimi con suggestive fotografie scattate dal vivo, mentre straordinari interpreti diretti dal violinista Bobby McDuffie, come Andrea Lucchesini e Enrico Dindo, davano vita al The Rome Chamber Festival all’Accademia Americana di Villa Aurelia.
Come una perfetta orchestra, adagio, affettuoso, appassionato, il libro di Giuseppina Caltagirone, riesce a combinare più splendide voci: la location, villa settecentesca in cima al Gianicolo, il contesto artistico, un festival che da due anni ormai riesce a proporre tra i migliori interpreti della musica da camera. E poi il suo colpo d’occhio: particolare, personalissimo, familiare. Giuseppina Caltagirone ha scelto il bianco e nero, per non disperdere l’intensità dei toni, dei volti. Perfino dell’anima. Come scrive Giuseppe Scaraffia: "queste immagini sembrano realizzate con il privilegio, invocato da Stendhal, dell’invisibilità. La cifra di Giuseppina è quella più rara nel mondo assediato dalla modernità: la discrezione. Nel suo obiettivo la villa settecentesca diventa la conchiglia dischiusa in cui operano gli artisti. Ognuno di loro viene colto nel momento di massima intensità, nell’istante della più radicale distrazione dall’io e dalla sua tirannia".

 

Orario:
dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00
fino al 26 febbraio 2006.



L'ingresso alla mostra è gratuito
Si prega di ritirare il biglietto di colore verde presso la biglietteria del museo.

 

26 novembre 2005 - 25 febbraio 2006
Sale del Museo della musica
Mostra Gemine 05

Progetto Gemine Muse:
giovani artisti nei musei italiani

in collaborazione con GAI - Giovani Artisti Italiani

In nove Paesi europei 36 musei aprono le porte a 106 giovani artisti.
Una serie di mostre con opere ispirate ai capolavori delle collezioni dei musei. Un dialogo tra arte contemporanea e arte antica.
Un legame tra le forme espressive degli artisti di generazioni e tempi diversi: dal passato al presente al futuro.
Un progetto che promuove percorsi inediti attraverso la conoscenza del patrimonio culturale europeo.

sabato 26 novembre
Inaugurazione delle installazioni nelle sale del museo di Nico Vascellari (Bologna)
e Cinzia Muscolino (Messina)


 

5 novembre 2005 - 26 febbraio 2006
Sala 5
Mostra ostaggi arte 06

Ostaggi d'arte

il Concerto di Leonello Spada dalla Galleria Borghese di Roma
al Museo della musica di Bologna


Dal 5 novembre 2005 e fino al 26 febbraio 2006 , la collezione del Museo della musica si arricchisce con l'esposizione all'interno del percorso museale del CONCERTO (olio su tela, cm 138x177, Roma - Galleria Borghese) di Leonello Spada (1576-1622), il cui ritorno a Bologna è frutto di uno scambio di opere d'arte tra Museo della musica e Polo Museale Romano, con cui si inaugura la serie degli ostaggi d'arte del Museo della musica.

Spavaldo e provocatore, ma solo apparentemente ribelle, Lionello Spada è l'unico artista bolognese che dopo l'esperienza a Roma, Malta e forse a Napoli, dichiari la sua adesione al movimento caravaggesco contrastando l'egemonia dei Carracci e dei loro allievi a Bologna nel secondo decennio del Seicento. Ed è forse per questa ragione che il suo destino lo porterà a dipingere soprattutto nei ducati padani, tra Reggio e Parma, e a concludere la sua attività presso la corte di Ranuccio Farnese.
Eppure i suoi inizi si erano svolti nei cantieri collettivi condotti sotto la guida di Ludovico Carracci, in particolare nel famoso chiostro di San Michele in Bosco, ma anche a Pieve di Cento in compagnia di Francesco Brizio e di Lucio Massari. Il suo pennello aveva addirittura partecipato alla celebrazione di Agostino Carracci in occasione delle sue solenni onoranze funebri. La frattura doveva già essere intervenuta quando, alla fine del 1609 o agli inizi dell'anno successivo, lasciava la sua città per raggiungere probabilmente Roma e Napoli e, in compagnia del commendator Zambeccari, suo protettore, imbarcarsi presto per Malta dove era impiegato nel palazzo del Gran Maestro a La Valletta per la realizzazione di affreschi in alcune sale; un itinerario che in parte replicava quello di Caravaggio, poco prima in fuga avventurosa da Malta, dopo l'imprigionamento per le gravi ferite inferte a un cavaliere.
Come nella vita, anche nella pittura Lionello Spada era meno radicale del pittore lombardo che nel 1610 moriva a Porto Ercole, in viaggio verso Roma. Nel 1611 era di ritorno a Bologna ed esibiva in piazza le sue opere toccate dall'adesione alla lezione caravaggesca, aspettando le reazioni dei suoi rivali. Era consapevole di godere di alte protezioni e sapeva come avvantaggiarsene. È noto che nella polemica da tempo avviata con Alessandro Tiarini riusciva a strappargli la commissione di uno dei due dipinti per la cappella di San Domenico grazie all'intervento in suo favore del cardinale Maffeo Barberini, il futuro Urbano VIII; ed è da presumere che la sua chiamata a Reggio dove avrebbe dato avvio alla decorazione ad affresco della basilica della Ghiara non sia avvenuta senza l'autorevole appoggio del cardinale Alessandro d'Este, suo estimatore.
È probabile che anche il bel dipinto della Galleria Borghese, ora eccezionalmente esposto a Bologna, abbia a che fare con le alte frequentazioni del pittore e che la sua commissione sia da porre in relazione con i circoli intellettuali romani, soprattutto quelli dei cardinali che coltivavano interessi collezionistici e insieme scientifici, letterari e musicali. Lionello Spada sapeva andare incontro al loro gusto, recuperando i caratteri più appariscenti della lezione di Caravaggio e immettendoli in un contesto tradizionale che li rendeva più accettabili. Nel caso della Scena di Concerto della Galleria Borghese, una delle opere più suggestive della sua intera produzione, probabilmente eseguita verso il 1615, poco dopo il rientro a Bologna, l'inquadratura caravaggesca delle mezze figure in primo piano, in una composizione orizzontale priva di profondità, è investita da una morbida luce naturale che proviene da sinistra senza la metafisica fermezza di Caravaggio. La ricchezza dei costumi, la varietà delle piume, le diverse azioni dei musicisti che si preparano al concerto trasformano l'essenzialità di Caravaggio in una descrizione naturale di gesti quotidiani, in una presentazione casuale priva di storia, attorno al tema della musica: il maestro distribuisce gli spartiti, il ragazzo si prepara al canto, i concertisti accordano gli strumenti.
Angelo Mazza

 

Orario:
dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00
fino al 26 febbraio 2006.



Il dipinto, inserito all'interno del percorso espositivo,
è visibile acquistando il normale biglietto del museo.