Archivio eventi

archivio eventi

Museo della musica su Tripadvisor 

mostre 2009



16 settembre-25 ottobre 2009
Sale del museo
Mostra Artist's books by Sol Lewitt - Bologna Museo della musica dal 16 settembre al 25 ottobre 2009Logo Artelibro 2009

Artist's books by Sol Lewitt

Tutti i libri d'artista
a cura di Viaindustriae - inserito nel programma di Artelibro 2009
a cura di
Logo Viaindustriae

Martedì 15 settembre alle ore 18.00 inaugurerà la mostra Artist's Books by Sol Lewitt, ospitata presso il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna fino al 25 ottobre. La mostra a cura di Giorgio Maffei ed Emanuele De Donno e promossa promossa da Artelibro e Viaindustriae in collaborazione con Fondazione The LeWitt Estate espone la produzione dei libri d'artista di Sol LeWitt, opere-libro contemporanee dal rigore "matematico-musicale" che intersecano le sezioni storiche permanenti del Museo Internazionale e Biblioteca della Musica. Nell'allestimento, una camera sonora con Music in Twelve Parts (part 2) ispirata al sodalizio artistico tra Sol LeWitt e Philip Glass.

martedì 15 settembre 2009
ore 18.00
Inaugurazione della mostra

dal 16 settembre al 25 ottobre 2009
Artist's books by Sol Lewitt
mostra organizzata da VIAINDUSTRIAE in collaborazione con la Fondazione The Lewitt Estate

La mostra ARTIST'S BOOKS by Sol LeWitt è dedicata a tutti i libri d'artista di Sol LeWitt; un tributo al grande artista concettuale americano.
La mostra raccoglie per la prima volta sistematicamente, tutti i Libri d'Artista realizzati nel corso del suo iter artistico;il percorso, sarà organizzato seguendo l'andamento cronologico della produzione di Sol LeWitt, con lo scopo di ripercorrere l'evoluzione della sua pratica artistica, lasciando aperta la possibilità di delinearne le affinità e le aree tematiche esistenti.
I Libri d'Artista sono un'importante linea di ricerca percorsa da Sol LeWitt e rappresentano la sintesi formale e concettuale del suo lavoro e della sua stessa vita.
They do not need a special place to be seen. They are not valuable except for the ideas they contain. They contain the material in a sequence which is determined by the artist. Sol LeWitt
In essi emergono linee, geometrie, immagini e memorie in sequenza. Massima espressione della progettualità, il libro, non presuppone alcuna limitazione contenutistica o formale a priori, divenendo espressione totale dell'Idea. La basica geometria del quadrato e la brillantezza del bianco divengono dunque, le matrici fondamentali su cui si dispiega il processo mentale, su cui il nero, o il pantone di colore, descrivono con incisività e con clinica analisi ogni tappa del suo percorso.
A partire dagli anni '60, nell'ambito delle ricerche artistiche contemporanee, si e' assistito al recupero e al rinnovamento di una pratica, che era gia' delle avanguardie storiche e che ha portato alla produzione di una serie di oggetti, difficilmente contenibili entro categorie predefinite. Si è iniziato a parlare così, di libro d'artista, di libro come lavoro d'arte, di libro-oggetto o di libro-opera; in questo ambito Sol LeWitt risulta un pioniere, scopritore, catalizzatore di progetti.
It is the desire of artists that their ideas be understood by as many people as possible. Books make it easier to accomplish this. Sol LeWitt
Analizzare dunque questa parte di produzione, costituisce un atto di profonda conoscenza della sua opera tutta, caratterizzata da infinite modulazioni con schemi costruttivi, schizzi progettuali, disegni esecutivi, tassonomie fotografiche, che impaginano l'architettura di piccole opere/libro.


Sol LeWitt nasce ad Hartford, Connecticut, nel 1928 da immigranti Russi di origine ebraica. Dopo aver frequentato la Syracuse University, viaggia in Europa e si arruola nella guerra in Corea; si stabilisce poi a New York dove frequenta la School of Visual Arts e lavora come disegnatore presso l'architetto I.M.Pei. Realizza la sua prima personale nel 1965 presso la Daniels Gallery, New York e l'anno successivo partecipa presso la Dwan Gallery alla collettiva 10x10 insieme ad Andre, Baer, Judd, Martin, Morris, Reinhardt, Smithson e Steiner. E' già evidente un interesse strutturale per la pittura e per la scultura. Partecipa a numerose esposizioni di Arte Minimale e Concettuale tra cui: "Primary Structures", al Jewish Museum,1966 e "When Attitude Becomes Form", alla Kunsthalle di Berna, Svizzera,1969. Pubblica nel 1967 "Paragraphs on Conceptual Art" divenendo ufficialmente il primo teorizzatore dell'Arte Concettuale. LeWitt arriva a sostenere che il compito primario dell'artista è unicamente la formulazione del progetto. Secondo questo assunto, il libro d'artista diviene espressione totale dell'Idea, matrice pura a priori, e mezzo più efficace per veicolarla poichè di facile circolazione. Per incentivare la diffusione di libri-opere a basso costo, che lui stesso collezionava e scambiava, nel 1976 apre a New York con Lucy R. Lippard la libreria Printed Matter . Nei suoi libri d'artista esprime tutta la sua evoluzione artistica (Four Basic Kinds of Straight Lines) e biografica (Autobiography). LeWitt partecipa a Documenta 6 (1977) e 7 (1982) a Kassel; nel 1987 allo Skulptur Projekte a Monaco, nel 1989 alla Biennale di Istanbul e a varie edizioni della Biennale di Venezia. Dagli anni '70 iniziano i suoi contatti con l'Italia e grazie alla gallerista Marilena Bonomo conosce Spoleto, città dove vivrà per 30 anni. Qui approfondisce le sue ricerche e lascia tracce indelebili nel paesaggio urbano/culturale e nel territorio. Le maggiori retrospettive dedicate a Sol LeWitt, sono state organizzate dal Museum of Modern Art di New York, nel 1978 e dal San Francisco Museum of Modern Art, nel 2000. Nel 2006 alla Dia:Beacon è stata riproposta la prima produzione di wall drawings in un'esposizione intitolata "Drawing Series..." Sol LeWitt è venuto a mancare l'8 aprile del 2007 a New York.

Orario>
dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 16.00
sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.30

chiusura
lunedì feriali


Si prega, prima di accedere alle sale, di ritirare il biglietto gratuito presso il bookshop del museo.


Per informazioni e contatti>
Associazione VIAINDUSTRIAE
Via della Zecca n 15
06034 Foligno
tel/fax>074267314
mob>3495240942
mail>info@viaindustriae.it
www.viaindustriae.it/

Programma completo di Artelibro 2009>
www.artelibro.it




21 aprile-5 luglio 2009
Sala 6
Cartolina Ostaggi d arte 3 - Bologna Museo della musica dal 21 aprile al 5 luglio 2009

Ostaggi d'arte 3

I disegni dei fratelli Galliari per il Teatro Regio di Torino
da Palazzo Madama al Museo della musica
in collaborazione con
Logo Fondazione Palazzo Madama

Il Museo internazionale e biblioteca della musica presenta il terzo appuntamento di Ostaggi d'arte.
Inaugurato nel 2005 Ostaggi d'arte è un appuntamento che ben manifesta i legami tra musica e arte continuamente evocati all'interno della programmazione del Museo, nell'intento di stabilire ed evidenziare connessioni e sinergie che la musica attira a sé con facilità.
Grazie ad una politica di scambio culturale con istituzioni sia italiane che straniere mirata al fine della valorizzazione e promozione del patrimonio musicale bolognese, Ostaggi d'arte propone una serie di ospitalità di opere provenienti da altre collezioni museali all'interno delle sale del Museo della musica, ad interagire con il percorso espositivo permanente.
La mostra Feste Barocche. Cerimonie e spettacoli alla corte dei Savoia tra Cinque e Settecento che si inaugura a Torino nelle sale di Palazzo Madama, da poco riaperte al pubblico, ha offerto l'occasione per intraprendere una collaborazione sinergica con la Direzione del Museo torinese e con le curatrici della mostra Clelia Arnaldi di Balme e Franca Varallo e attivare una sorta di "scambio" tra i due istituti.
Dal Museo della musica partiranno alla volta di Torino alcuni preziosi strumenti musicali ritenuti di particolare importanza nell'ambito del progetto espositivo torinese: la tiorba in forma di kitharà esposta nella sala 5, il liuto basso di Harton (1599), una cetera seicentesca e l'arciliuto di Matteo Sellas (1639). Come "ostaggi" il Museo della musica ha scelto una selezione di disegni scenografici settecenteschi.
Dal 21 aprile al 5 luglio nelle vetrine della sala 6 del Museo, dedicata all'opera del '700, saranno infatti esposti, in contemporanea con la mostra torinese, dodici disegni scenografici realizzati nel tardo Settecento dai fratelli Galliari: Bernardino figurista (Andorno, 1707-1794), Fabrizio inventore prospettico (Andorno, 1709 - Treviglio 1790) e Giovanni Antonio esecutore dei progetti (Andorno, 1714-1783), componenti di un'importante bottega di pittori e scenografi italiani attiva in numerosi teatri europei del XVIII secolo. Nati in Piemonte, i Galliari si formano in ambito milanese, dove a partire dal 1743 forniscono le scene per il Teatro Regio Ducale di Milano, e dal 1748 diventano scenografi ufficiali del Teatro Regio a Torino. La loro attività artistica prosegue con i figli Giovanni (Treviglio, 1746 - Milano 1818), Giuseppino (Andorno 1752 - Milano 1817) e Gaspare (Treviglio 1761 - Milano 1823).
I disegni in mostra provengono dalla collezione di Carlo Dubini di Milano, acquisita dal Museo Civico d'Arte antica di Palazzo Madama nel 1940.
Veri e propri strumenti di lavoro, i disegni offrono una precisa immagine della "bottega delle scene" di fine Settecento, quando i modelli compositivi, architettonici e decorativi venivano raccolti per tipologie di soggetti (es. interni esotici, esterni, colonnati, cortili, giardini, luoghi magnifici e templi, paesaggi) per essere utilizzati in varie rappresentazioni e, in alcuni casi, diffusi attraverso la stampa.
Ai pregiati disegni verranno accostati in mostra i libretti d’opera delle relative rappresentazioni torinesi, provenienti dalla ricca collezione di oltre 12.000 libretti del Museo della musica.

dal 21 aprile al 5 luglio 2009
Ostaggi d'arte 3
I disegni dei fratelli Galliari per il Teatro Regio di Torino da Palazzo Madama in mostra al Museo della musica

Orario>
dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 16.00
sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.30

chiusura
lunedì feriali, 1 maggio

Si prega, prima di accedere alle sale, di ritirare il biglietto gratuito presso il bookshop del museo.

Per informazioni e contatti>
Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna
tel. 051/2757711-708
e-mail>museomusica@comune.bologna.it

Cartolina>
Ostaggi d'arte 3 (21 aprile-5 luglio 2009 Museo della musica)




24 aprile-24 maggio 2009
Spazio mostre temporanee
Locandina Da Budrio al Giappone - Bologna Museo della musica dal 24 aprile al 25 maggio 2009

Da Budrio al Giappone

Ocarine antiche e moderne da collezioni private
inserito nel calendario di Ocarina Festival
a cura di
Logo Associazione DiapasonLogo Museo dell'ocarina di Budrio

Con l'inaugurazione di venerdì 24 aprile e per tutto il mese di maggio il caratteristico strumento musicale nato a Budrio centocinquanta anni fa sarà protagonista della mostra Da Budrio al Giappone, allestita negli spazi del Museo della musica con ocarine provenienti da numerose collezioni private di tutto il mondo, per l'organizzazione dell'Associazione Diapason e del Museo dell'Ocarina di Budrio.
La mostra è inserita nel calendario di Aspettando il festival, il ciclo di eventi che precede l'Ocarina Festival, kermesse folkloristico-musicale internazionale organizzata a Budrio e giunta quest'anno alla quinta edizione.


venerdì 24 aprile 2009
ore 18.00
Inaugurazione della mostra
con un intervento musicale della Scuola Comunale di Ocarina di Budrio

dal 25 aprile al 24 maggio 2009
Da Budrio al Giappone
ocarine antiche e moderne da collezioni private

Orario>
dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 16.00
sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.30

chiusura
lunedì feriali, 1 maggio


L'ingresso alla mostra di Da Budrio al Giappone è gratuito.
Prima di accedere allo spazio mostre temporanee, si prega di ritirare il biglietto presso il bookshop del museo.


Per informazioni e contatti>
Ocarina festival Budrio
tel>0516928281
Info>info@ocarinafestival.it

Sito ufficiale>
www.ocarinafestival.it




6 marzo-19 aprile 2009
Spazio mostre temporanee
Logo Bilbolbul 09Bilbolbul 09: mostra Altan - Il mar delle blatte al Museo della musica dal 6 marzo al 19 aprile 2009

Altan - Il mar delle blatte

personale di Francesco Tullio Altan e incontro con l'autore
inserito nel programma di BilBOlBul 09
a cura di
Logo Hamelin

Francesco Tullio Altan è tra gli autori italiani che hanno saputo radicarsi nel nostro immaginario collettivo con uno stile assolutamente personale e riconoscibile. La varietà della sua produzione e i diversi canali con cui ha raggiunto un pubblico davvero ampio (le storie per bambini, le vignette satiriche sui quotidiani, i romanzi a fumetti) ne fanno, da un trentennio, uno degli autori più popolari del nostro paese.
Dopo un’importante apprendistato nel mondo cinematografico prima a Roma e poi in Brasile nella veste di sceneggiatore e scenografo, Altan torna in Italia nel 1975 e intraprende definitivamente il lavoro di disegnatore, già avviato comunque a Rio de Janeiro con il fumetto per bambini Kiko. Nascono in quegli anni personaggi famosissimi come Trino (su "Linus" 1974), la Pimpa (nel "Corriere dei Piccoli" 1975), Cipputi (1976), vere e proprie icone che hanno accompagnato e unito generazioni di piccoli e grandi lettori.
Il 1976 è anche l’anno del debutto su "Linus" della prima storia per adulti di più ampio respiro: Colombo, preceduto l’anno prima dal più breve Casanova. Seguiranno altre storie memorabili, capaci ora di parodiare celebri biografie (come il S.Francesco di Franz), e generi letterari come il noir, l’avventura, la spy-story (in Ada nella giungla, Macao, Sandokan), ora di costruire amare parabole morali contemporanee (Friz Melone, Cuori pazzi).
La mostra "Il mar delle blatte", allestita presso il Museo della Musica, si focalizzerà sui romanzi a fumetti, produzione che spesso è stata oscurata dalla più diffusa attività satirica, ma che rivela pienamente la grandezza di un’autore di graphic novel ante litteram. Finalmente queste opere ritorneranno ad essere disponibili per i lettori grazie alle riedizioni di Comma 22 e ad un’antologia edita per Rizzoli e in uscita proprio in occasione del festival.
In mostra sarà possibile ammirare l’eleganza nel segno di Altan e l’equilibrio ritmico dei bianchi e neri, entrando nel suo universo narrativo, dove è il senso di rovina, fisica e morale, a farsi protagonista, ad impossessarsi di ogni vignetta, fino alla deformazione grottesca degli stessi personaggi.
Chiude la mostra, nelle sale del Museo vero e proprio, la storia che Altan ha disegnato per il disco Noir di Enrico Rava uscito in Francia nel 1996.

Orario>
dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 16.00
sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.30
fino a domenica 19 aprile

venerdì 6 marzo
fino alle 18.00
Apertura straordinaria della mostra

sabato 7 marzo
ore 13.00
Incontro con l'autore
>Luca Baldazzi (giornalista)
>Carlos Sampayo (autore e sceneggiatore)
Nell’introduzione di un vecchio volume, Sampayo considera Altan come grande cantore di un’Apocalisse contemporanea, che non ha più nulla di epico ma si nasconde nella miseria e nelle macerie della quotidianità.
All’uscita delle ristampe di Comma 22 e di Rizzoli, un’occasione per riprendere il discorso e verificarne la validità ancora oggi.


L'ingresso alla mostra e agli eventi di BilBOlbul 09 è gratuito fino ad esaurimento posti disponibili.
Si prega di ritirare il biglietto presso il bookshop del museo.


Per informazioni e contatti>
Hamelin Associazione culturale
tel. 051 233401
e-mail>bilbolbul@hamelin.net
www.hamelin.net

Sito ufficiale>
www.bilbolbul.net/



23 gennaio-22 febbraio 2009
Cortile del museo della musica
Bologna Art First 09

Bologna Art First 2009

L'arte moderna e contemporanea per le vie
a cura di Artefiera - Artfirst


a cura di
Logo Artefiera 09

Dal 23 gennaio e per tutto il mese di febbraio si svolge la quarta edizione di BOLOGNA ART FIRST, progetto nato dalla collaborazione tra Comune di Bologna e Arte Fiera per sottolineare il legame tra la più importante fiera d’arte contemporanea italiana e la città che la ospita.
La città di Bologna si mobilita e diviene "luogo per vivere l'arte" fuori e dentro gli stands. I luoghi storici vengono re-interpretati dal progetto BOLOGNA ART FIRST nato dalla collaborazione tra Comune di Bologna e Arte Fiera per sottolineare il legame tra la più importante fiera d'arte contemporanea italiana e la città che la ospita.
Suggestive installazioni di artisti, rappresentati da gallerie che espongono in fiera e selezionati da un apposito comitato, proporranno ai visitatori un percorso tra i musei, i cortili e gli edifici storici del centro di Bologna - come Palazzo Re Enzo, il Museo Civico Archeologico, il Museo della Musica, l'Accademia di Belle Arti, Palazzo Magnani e altre sedi - per scoprire le ultime tendenze dell'arte contemporanea.
Nell'ambito dell'iniziativa, il Museo della musica ospiterà l'opera di Bernar Venet Indeterminate Line (Corteen acciaio, 2001 162x183x116 cm MAM Mario Mauroner Contemporary Art, Vienna) nella suggestiva cornice del cortile di Palazzo Sanguinetti.
L'installazione al Museo della musica sarà inaugurata venerdì 23 gennaio, in contemporanea con l’apertura di Arte Fiera e sarà visibile al pubblico fino a domenica 22 febbraio.


Orario>
dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 16.00
sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.30
fino al 22 febbraio 2008.

L'ingresso è gratuito
Si prega di ritirare il biglietto presso il bookshop del museo.

Per informazioni>
Arte Fiera - BolognaFiere
Viale della Fiera, 20 40127 Bologna
tel. +39 051 282111
fax. +39 051 6374019
artefiera@bolognafiere.it
www.artefiera.bolognafiere.it/



21 gennaio-22 febbraio 2009
Spazio mostre temporanee
Logo Arte Fiera Off

Sutura-un filo di luce

personale di Giuseppe Mestrangelo
inserito nel calendario di Artefiera Off

Dal 21 gennaio al 22 febbraio nello Spazio mostre temporanee sarà allestita la mostra Sutura... un filo di luce, personale di Giuseppe Mestrangelo, lighting designer ed artista che vive e lavora a Milano dal 1971 e per la prima volta espone le sue opere a Bologna.
Studia illuminotecnica e fisica della luce applicandola con successo all'illuminazione di opere d'arte, tanto da rendere il suo studio una realtà unica nel suo genere. In parallelo, sviluppa la sua ricerca artistica che dalla grafica alla pittura, lo portano a sperimentare negli anni l'uso della luce, in varie forme di espressione. Studia espressione e gestualità' corporea con vari artisti della materia tra cui Marcel Marceau.
Tra gli anni ottanta e novanta applica la tecnica della luce all'opera d'arte creando una sintesi tra il lighting designer e l'artista.
Il suoi lavori contemporanei consistono nella concettualizzazione del gesto con l'uso della luce. Il gesto che compie con Sutura vuole essere un atto d'amore teso a proporre una nuova unione, un gesto apparentemente semplice ma che storicamente richiede una forte determinazione. La luce rischiara il buio, tutto torna alla visione, un gesto deciso senza remore, senza paura di sbagliare, ricollegare, suturare ferite millenarie con un filo di luce.
L'evento fa parte di Artefiera Off.


21 gennaio-22 febbraio
dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 16.00
sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.30
Sutura... un filo di luce
>personale di Giuseppe Mestrangelo
L'uomo ha tagliato, scollegato, diviso e sezionato cercando di vedere oltre, cercando "la verità" oltre l'apparenza. Il gesto che compie Mestrangelo con Sutura vuole essere un atto d'amore teso a proporre una nuova unione, un gesto apparentemente semplice ma che storicamente richiede una forte determinazione. La luce rischiara il buio, tutto torna alla visione, un gesto deciso senza remore, senza paura di sbagliare, ricollegare, suturare ferite millenarie con un filo di luce.

Si prega, prima di accedere all'Area eventi, di ritirare il biglietto gratuito presso la biglietteria del Museo.

Per informazioni e contatti>
Light studio
Via Bramante 22 - 20154 Milano
tel>+39 023452289
mestrangelo@lightstudio.it




21-25 gennaio 2009
Sale del museo-Sala eventi
Logo Art for art's shake - Bologna Museo della musica 21-25 gennaio 2009 Logo Arte Fiera Off

Disharmonic Harmony

Art for Art's Shake - 4a edizione
a cura di Comunicattive, Agenzia04, Orfeo Hotel

Mercoledì 21 gennaio 2009 alle ore 18.00, nella storica cornice di Palazzo Sanguinetti, sede del Museo Internazionale e Biblioteca della musica di Bologna, inaugura la quarta edizione di Art for Art's Shake, evento espositivo e performativo che ogni anno presenta i lavori di artiste internazionali, emergenti e affermate e primo appuntamento con l'arte al femminile tra gli eventi di Arte Fiera Off.
Art for Art's Shake è frutto della collaborazione ormai consolidata tra l'associazione culturale Comunicattive e l'omonima agenzia di comunicazione (www.comunicattive.it), la galleria Agenzia04, la project room Orfeo Hotel contemporary art project e, per l'edizione 2009, con il Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna.

Concept
L'edizione del 2009, che si svolgerà nella sede del Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, è dedicata al tema Disharmonic harmony.
La scelta come sede espositiva di un luogo dedicato alla musica ci ha spinte a interrogarci sul concetto di armonia, che nella teoria musicale rimanda alla formazione e concatenazione degli accordi di suoni contemporanei o sovrapposti.Ma quale portato simbolico e culturale si dipana dall'ambito semantico musicale?
L'armonia ha rappresentato per millenni il nucleo concettuale e formale del pensiero occidentale: dalla matematica all'arte, dalla filosofia all'architettura, dalla teologia alla biologia, tutte le discipline hanno individuato nell'armonia il principio portante di comprensione del mondo. La Sezione Aurea, che dell'armonia è l'emblema, è stata considerata l';espressione matematica della bellezza della natura: dall'infinitamente piccolo all'infinitamente grande, tutto sembra regolato da precisi calcoli matematici. Il termine armonia deriva dalla radice greca ar, da cui il verbo armottein ("ordinare, disporre"): il suo significato originario include, al medesimo tempo, sia l'aspetto quantitativo inerente alla misura delle proporzioni esistenti nelle cose, sia l'aspetto qualitativo implicito al senso di coerenza e bellezza che tali proporzioni trasmettono all'anima.
Armonia quindi come ordine e proporzione, simmetria, norma compositiva del mondo che viene immediatamente riconosciuta dalla mente umana, procurando piacere nel ricongiungimento agli archetipi dell'ordine che regola tutte le cose. La dea Armonia figlia degli opposti, l'amore e la guerra, e sposa di un mortale, unificatrice quindi tra il mondo divino e quello terrestre. Con la dodecafonia di Schönberg agli inizi del 1900 la musica mette in discussione il principio d'ordine dell'armonia, introiettando il movimento, il disordine, il caos, la disarmonia, la "dissonanza" che esprimevano il senso di inquietudine, trasformazione e dissoluzione dell'ordine dell'Europa moderna. L'arte contemporanea va in questa direzione, rompendo i canoni classici dell'armonia e della bellezza mostra la disarmonia del mondo.
L'armonia é un principio di riconciliazione, ma come ci si può riconciliare con il mondo senza rendersi complici del male e dell'orrore che lo abitano? La letteratura, l'arte, il pensiero filosofico contemporanei scelgono di stare dalla parte della disarmonia, della dissonanza, dell'irregolarità, dell'anomalia, della contraddizione, dell'inquietudine, della demolizione e della demistificazione. Contro la bellezza. Rompendo la polarità tra armonia e disarmonia e moltiplicando i piani di lettura, vorremmo proporre con il concetto apparentemente ossimorico di 'disharmonic armony', uno spunto che tenga insieme la miriade di proiezioni possibili della soggettività rispetto alla percezione dis/armonica del mondo e di sé nel mondo.
Accogliere la bellezza e al contempo il paradosso che tale bellezza possa essere, come l'arte contemporanea ci ha mostrato, l'estetizzazione dei rifiuti, del brutto, un corto circuito che fa scattare connessioni, che apre scarti nel nostro percorso, senza nessuna valenza di salvazione.
Un'armonia asimmetrica, che accoglie in sé il principio della pluralità, in un equilibrio instabile e dinamico che si riconfigura di continuo. Un'armonia che sa, perché no, lasciare spazio alla bellezza del sole e delle foglie accogliendo in quello stesso spazio la visione rovesciata che si genera quando nel quadro d'insieme entra l'umanità: le discariche, spesso ferite incurabili all'ambiente, l'indifferenza e il rifiuto della complessità, sentita come deviazione e disturbo di una normalità spacciata per armonia. Questo duplice sguardo attiene al nostro tempo: il tempo delle contraddizioni per eccellenza, tempo di creazione della bellezza/armonia attraverso la rottura e di durissima, e forse impotente, difesa dal degrado/disarmonia attraverso la ricomposizione. Cosa succede quando si posano sul mondo sguardi plurali di donna, cosa succede ai cliché, alle regole acquisite dai tempi dei tempi, ai ruoli destinati, ai valori sclerotizzati?
Quando armonia e disarmonia si specchiano nei suoi occhi, una donna/artista sprigiona una giostra di immagini e suoni e parole che interrogano il sole, la luna, le foglie, le discariche, l'indifferenza, la complessità, la normalità, per lasciare sul campo una sola certezza: che armonia e disarmonia sono la conquista di una perenne ricerca e trasformazione, in cui non c'é spazio per ciò che è dato e ciò che è stato, ma per ciò che sapremo essere. Disharmonic harmony è quindi rompere l'ordine del museo - un ordine fatto di aspettative mentali su ciò che mi posso aspettare in un museo - rendendolo, in una dimensione e in un'esperienza parallele, il salotto di una casa; è giocare con le forme e con il concetto stesso di allestimento artistico per mostrarne il lato posteriore; è interrogarci sul mondo come lo conosciamo e vedere cosa succede se cambiamo l'ordine alle cose, preferibilmente di poco, in modo che non sia subito chiaro, è invocare le trasposizioni di cui parla Rosi Braidotti, passaggi da una scala musicale all'altra che producono uno scarto, un salto, una discontinuità, facendo risuonare la positività della differenza come tema specifico in sé e mantenendo al contempo l'armonia dell'insieme.


La mostra espone in collettiva le opere di
>SERGIA AVVEDUTI (Italia)
>GWENNETH BOELENS (Paesi Bassi)
>MARINA FULGERI (Italia)
>FRANCESCA GRILLI (Italia/Paesi Bassi)
>SUNNIFA HOPE (Gran Bretagna)
>DARIA MARTIN (Stati Uniti/Gran Bretagna)
>CARLA MATTII (Italia)
e le performance di
>BARBARA DE DOMINICIS
>COLLETTIVO CINETICO
>QUARTETTO BARBERA-ANGIULI-MARANGONI-PALAZZO
>COMPAGNIA LTD
>PLUMES DANS LA TETE
>FRANCA FORMENTI


 
da mercoledì 21 a domenica 25 gennaio
mercoledì-venerdì ore 9.30-16.00 e 18.00-23.00
sabato ore 10.00-24.00
domenica ore 10.00-23.00
Disharmonic Harmony
Art for art's shake - 4a edizione
a cura di
Logo ComunicattiveLogo agenzia04 Logo Orfeo Hotel

La voce muta degli spartiti e degli strumenti musicali suggerisce un diverso tipo di ascolto, sollecita a dare forma a suoni che hanno solo una dimensione mentale, raffigurando una possibilità di significato differente. Questo sforzo di comprensione di una realtà, che si mostra con armi differenti a quelle sue peculiari, è la metafora e la chiave di lettura per la nuova edizione di Art for Art’s Shake, nel tentativo di cercare di conciliare due nodi solo all’apparenza opposti: armonia e disarmonia. E il tentativo non a caso è affidato ancora ad un gruppo di artiste donne, non tanto inteso come esperienza di genere, ma come assunto simbolico di un termine “donna” che ha in sé le potenzialità creative-generative, soggetto che per natura ha la facoltà di dare vita a processi di cambiamenti, intesi come pratiche attive. Uno scarto da statico a dinamico come possibilità di salto di significato, nel cercare un ordine in quello che all’orecchio e all’occhio stride come caos. Nello stesso spazio del museo e nelle singole opere d’arte trovano collocazione sentimenti opposti e contrastanti, tensione emotiva ad andare oltre alle apparenze e accettare la diversità e la complessità come ordine. Interiore e cosmico. Donne sorde possono cullare il cuore con ninna nanne fatte di segni; le canne di un organo sono forme geometriche che mostrano una loro estetica visiva; la sala di un museo, pronta per essere allestita con quadri e sculture, scopre la sua proporzione architettonica; una favola può dialogare con il peggior incubo. Si scopre così che in quel rincorrersi di note c’è la necessità di una pausa, tempo di sospensione in cui il movimento cessa, il suono si interrompe. Intervallo in cui il pensiero continua a scorrere, si stacca dall’apparenza concreta dell’azione e delle cose trovandone l’essenza più profonda, la ragione degli opposti, l’equilibrio tra le contraddizioni e le differenze come parti della stessa realtà.
>PAOLA NALDI

mercoledì 21 gennaio
ore 18.00
Opening Disharmonic Harmony
ore 20.00-22.00
la prevista performance Uncircle verrà sostituita da
Giorgia Angiuli + Skelegore
live performance for voice, electronics and toys

giovedì 22 gennaio
ore 20.00-21.00-22.00
Uncircle performance annullata per motivi di salute dell'artista
Performance sonora>Barbara De Dominicis
Proiezioni a cura
>Davide Lonardi


venerdì 23 gennaio
ore 20.00
monkey [soap] business - Frammento del progetto C/o
Video e installazione corporea>CollettivO CineticO
Regia e video
>Francesca Pennini - Performance>Elisa Mucchi
Il progetto C/o è una macroperformance, è un processo, è un’architettura che trasforma il teatro da contenitore in diffusore, spazio de-frameizzato la cui cornice viene fatta esplodere spargendo i performer in luoghi e tempi Altri, in contro-luoghi distanti anche migliaia di chilometri dal posto e mesi ed anni dal momento in cui il pubblico assiste all’evento.
Il normale "spettacolo" viene quindi frammentato nell'arco di tappe espanse che si dispiegano nella durata di dieci anni e il palcoscenico da rettangolo nero e liscio diventa una superficie disomogenea, dilatata e ruvida, articolata in periferiche in cui i performer nello stesso o in diversi momenti compiono l'azione scenica da distanze incredibili.
ore 21.30-22.00
Invisible circle
Performance elettroacustica con>Simona Barbera (voce), Giorgia Angiuli (giocattoli),
Matteo Marangoni (contrabbasso e live electronics) e Marco Palazzo (laptop)
Una suite nella quale si incontrano suoni rubati all’elettronica pop, echi di musique concrète e una fondamentale attitudine ad esplorare le frontiere tra i generi. Avvalendosi di un sistema di spazializzazione esafonico viene creato un ambiente immersivo in cui i suoni sono mossi lungo una linea che avvolge pubblico e performer, racchiudendoli in un cerchio invisibile.

sabato 24 gennaio
ore 19.00-21.00-22.00
Luci di scambio
Performance interattiva>Compagnia LTD. Da un’idea di>Elena La Ganga.
Con
>Giorgia Casini, Federica Formentini, Laura Matano, Lucia Rossi
Prendi una luce e illumina la tua strada, cerca e guarda ciò che incontri lungo il tuo percorso.
Cosa succede intorno a te? Se vuoi puoi scoprirlo: proietta uno sguardo luminoso sugli altri, sulle persone che condividono i tuoi spazi e i tuoi momenti.
Se vuoi restare al buio puoi farlo.. cerca la tua stanza.

domenica 25 gennaio
ore 18.30-18.50-19.20-19.50
Musica da camera
Performance di>Plumes dans la tête - Ideazione e spazio>Silvia Costa
Manipolazioni sonore
>Lorenzo Tomio
Violini
>Erica Scherl, Katia Ciampo - Viola>Manuela Trombini - Violoncello>Elisa Segurini
Musica da camera lavora sul coinvolgimento e disfacimento della normale percezione del suono, o meglio della musica, eseguita dal vivo da un quartetto d’archi. In presenza dello strumento reale anche la vista viene coinvolta, diventa importante quanto l’ascolto.
La visione del movimento delle dita sulle corde disegna la produzione del suono conseguente, e tra loro esiste una coincidenza perfetta. Lo spettatore dovrà cercare di sentire la musica con i propri occhi. Perché sarà come davanti ad una visione sorda.
ore 21.00
Foodpower
Performance di>Franca Formenti
Concept Foodpower
>Franca Formenti
Produced in collaboration with
>Betty and Books Associazione culturale Food Porn: Culinaria Sexysapori
Food Soul Consultancy
>Elisia Menduni
Video FOODPOWER
>Concept Franca Formenti director Franca Formenti and Massimiliano Mazzotta.
Images
>Franca Formenti, Francesco and Massimiliano Mazzotta
Editing
>Massimiliano Mazzotta
Music
>Riccardo Albuzzi, Johnny Melfi, Pizzica Nova, Jed, UNN
Texts
>Tatiana Bazzichelli and Antonio Caronia
Il primo istinto di qualsiasi essere vivente è di nutrirsi e da questo bisogno primordiale ed irrinunciabile nasce il potere del cibo.
Questo è il concetto che la performance FOODPOWER tenterà di mettere in rilievo. L´invito ai visitatori di presentarsi a digiuno rappresenta paradossalmente un presupposto della performance stessa.


L'ingresso a Disharmonic Harmony è libero: l'accesso alle performance è consentito fino ad esaurimento posti disponibili.
Si prega, prima di accedere agli spazi espositivi, di ritirare il biglietto gratuito presso la biglietteria del Museo, che consentirà di accedere anche alle collezioni permanenti.


Ufficio stampa e informazioni>
Comunicattive
tel>+39 / 0516493772
info@artforartshake.com
www.artforartshake.com


Art for Art's Shake è realizzato con il patrocinio di>Regione Emilia-Romagna, Provincia di Bologna, Comune di Bologna
con il contributo di>Comune di Bologna Settore Cultura e rapporti con l'Università, Consolato Generale dei Paesi Bassi, Associazione italo-americana Luciano Finelli - Friends of the Johns Hopkins University, Coop Adriatica
in collaborazione con>Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna
sponsor tecnici>Working, Raggio Verde, Home Movies, Sofa Soft, Saveri, Immagini e suoni
partner>Betty & Books - Associazione culturale, Culinaria Sexy Sapori.