16 settembre-25 ottobre 2009
Sale del museo

Artist's books by Sol Lewitt
Tutti i libri d'artista
a cura di Viaindustriae
- inserito nel programma di Artelibro
2009
a cura di
Martedì 15 settembre
alle ore 18.00 inaugurerà la mostra Artist's
Books by Sol Lewitt, ospitata presso il Museo Internazionale e
Biblioteca della Musica di Bologna fino al 25 ottobre.
La mostra a cura di Giorgio Maffei ed Emanuele De Donno e promossa promossa
da Artelibro e Viaindustriae in collaborazione con Fondazione
The LeWitt Estate espone la produzione dei libri d'artista di Sol LeWitt,
opere-libro contemporanee dal rigore "matematico-musicale" che intersecano
le sezioni storiche permanenti del Museo Internazionale e Biblioteca della
Musica. Nell'allestimento, una camera sonora con Music in Twelve Parts
(part 2) ispirata al sodalizio artistico tra Sol LeWitt e Philip Glass.
martedì 15 settembre 2009
ore 18.00
Inaugurazione della mostra
dal 16 settembre al 25 ottobre
2009
Artist's books by Sol Lewitt
mostra organizzata da VIAINDUSTRIAE in
collaborazione con la Fondazione The Lewitt Estate
La mostra ARTIST'S BOOKS by Sol LeWitt è dedicata a
tutti i libri d'artista di Sol LeWitt; un tributo al grande artista concettuale
americano.
La mostra raccoglie per la prima volta sistematicamente, tutti i Libri d'Artista
realizzati nel corso del suo iter artistico;il percorso, sarà organizzato
seguendo l'andamento cronologico della produzione di Sol LeWitt, con lo scopo
di ripercorrere l'evoluzione della sua pratica artistica, lasciando aperta
la possibilità di delinearne le affinità e le aree tematiche esistenti.
I Libri d'Artista sono un'importante linea di ricerca percorsa da Sol LeWitt
e rappresentano la sintesi formale e concettuale del suo lavoro e della sua
stessa vita.
They do not need a special place to be seen. They are not valuable except
for the ideas they contain. They contain the material in a sequence which
is determined by the artist. Sol LeWitt
In essi emergono linee, geometrie, immagini e memorie in sequenza. Massima
espressione della progettualità, il libro, non presuppone alcuna limitazione
contenutistica o formale a priori, divenendo espressione totale dell'Idea.
La basica geometria del quadrato e la brillantezza del bianco divengono dunque,
le matrici fondamentali su cui si dispiega il processo mentale, su cui il
nero, o il pantone di colore, descrivono con incisività e con clinica analisi
ogni tappa del suo percorso.
A partire dagli anni '60, nell'ambito delle ricerche artistiche contemporanee,
si e' assistito al recupero e al rinnovamento di una pratica, che era gia'
delle avanguardie storiche e che ha portato alla produzione di una serie di
oggetti, difficilmente contenibili entro categorie predefinite. Si è iniziato
a parlare così, di libro d'artista, di libro come lavoro d'arte, di libro-oggetto
o di libro-opera; in questo ambito Sol LeWitt risulta un pioniere, scopritore,
catalizzatore di progetti.
It is the desire of artists that their ideas be understood by as many people
as possible. Books make it easier to accomplish this. Sol LeWitt
Analizzare dunque questa parte di produzione, costituisce un atto di profonda
conoscenza della sua opera tutta, caratterizzata da infinite modulazioni con
schemi costruttivi, schizzi progettuali, disegni esecutivi, tassonomie fotografiche,
che impaginano l'architettura di piccole opere/libro.
Sol LeWitt nasce ad Hartford, Connecticut, nel 1928 da immigranti Russi di origine ebraica. Dopo aver frequentato la Syracuse University, viaggia in Europa e si arruola nella guerra in Corea; si stabilisce poi a New York dove frequenta la School of Visual Arts e lavora come disegnatore presso l'architetto I.M.Pei. Realizza la sua prima personale nel 1965 presso la Daniels Gallery, New York e l'anno successivo partecipa presso la Dwan Gallery alla collettiva 10x10 insieme ad Andre, Baer, Judd, Martin, Morris, Reinhardt, Smithson e Steiner. E' già evidente un interesse strutturale per la pittura e per la scultura. Partecipa a numerose esposizioni di Arte Minimale e Concettuale tra cui: "Primary Structures", al Jewish Museum,1966 e "When Attitude Becomes Form", alla Kunsthalle di Berna, Svizzera,1969. Pubblica nel 1967 "Paragraphs on Conceptual Art" divenendo ufficialmente il primo teorizzatore dell'Arte Concettuale. LeWitt arriva a sostenere che il compito primario dell'artista è unicamente la formulazione del progetto. Secondo questo assunto, il libro d'artista diviene espressione totale dell'Idea, matrice pura a priori, e mezzo più efficace per veicolarla poichè di facile circolazione. Per incentivare la diffusione di libri-opere a basso costo, che lui stesso collezionava e scambiava, nel 1976 apre a New York con Lucy R. Lippard la libreria Printed Matter . Nei suoi libri d'artista esprime tutta la sua evoluzione artistica (Four Basic Kinds of Straight Lines) e biografica (Autobiography).
LeWitt partecipa a Documenta 6 (1977) e 7 (1982) a Kassel; nel 1987 allo Skulptur Projekte a Monaco, nel 1989 alla Biennale di Istanbul e a varie edizioni della Biennale di Venezia.
Dagli anni '70 iniziano i suoi contatti con l'Italia e grazie alla gallerista Marilena Bonomo conosce Spoleto, città dove vivrà per 30 anni. Qui approfondisce le sue ricerche e lascia tracce indelebili nel paesaggio urbano/culturale e nel territorio.
Le maggiori retrospettive dedicate a Sol LeWitt, sono state organizzate dal Museum of Modern Art di New York, nel 1978 e dal San Francisco Museum of Modern Art, nel 2000. Nel 2006 alla Dia:Beacon è stata riproposta la prima produzione di wall drawings in un'esposizione intitolata "Drawing Series..."
Sol LeWitt è venuto a mancare l'8 aprile del 2007 a New York.
Orario>
dal martedì al
venerdì dalle 9.30 alle 16.00
sabato e domenica
dalle 10.00 alle 18.30
chiusura
lunedì feriali
Si prega, prima di accedere alle sale, di ritirare il biglietto gratuito
presso il bookshop del museo.
Per informazioni e contatti>
Associazione VIAINDUSTRIAE
Via della Zecca n 15
06034 Foligno
tel/fax>074267314
mob>3495240942
mail>info@viaindustriae.it
www.viaindustriae.it/
Programma completo di Artelibro 2009>
www.artelibro.it
21-25 gennaio 2009
Sale del museo-Sala eventi
Mercoledì 21 gennaio 2009
alle ore 18.00, nella storica cornice di Palazzo
Sanguinetti, sede del Museo Internazionale e Biblioteca della musica di Bologna,
inaugura la quarta edizione di Art for Art's Shake,
evento espositivo e performativo che ogni anno presenta i lavori di artiste
internazionali, emergenti e affermate e primo appuntamento con l'arte al femminile
tra gli eventi di Arte Fiera Off.
Art for Art's Shake è frutto della collaborazione ormai consolidata
tra l'associazione
culturale Comunicattive e l'omonima agenzia di comunicazione
(www.comunicattive.it),
la galleria Agenzia04,
la project room Orfeo
Hotel contemporary art project e, per l'edizione 2009, con
il Museo internazionale e biblioteca della musica
di Bologna.
Concept
L'edizione del 2009, che si svolgerà nella sede del Museo Internazionale
e Biblioteca della Musica, è dedicata al tema Disharmonic
harmony.
La scelta come sede espositiva di un luogo dedicato alla musica ci ha spinte
a interrogarci sul concetto di armonia, che nella teoria musicale rimanda
alla formazione e concatenazione degli accordi di suoni contemporanei o sovrapposti.Ma
quale portato simbolico e culturale si dipana dall'ambito semantico musicale?
L'armonia ha rappresentato per millenni il nucleo concettuale e formale del
pensiero occidentale: dalla matematica all'arte, dalla filosofia all'architettura,
dalla teologia alla biologia, tutte le discipline hanno individuato nell'armonia
il principio portante di comprensione del mondo. La Sezione Aurea, che dell'armonia
è l'emblema, è stata considerata l';espressione matematica della
bellezza della natura: dall'infinitamente piccolo all'infinitamente grande,
tutto sembra regolato da precisi calcoli matematici. Il termine armonia deriva
dalla radice greca ar, da cui il verbo armottein ("ordinare,
disporre"): il suo significato originario include, al medesimo tempo,
sia l'aspetto quantitativo inerente alla misura delle proporzioni esistenti
nelle cose, sia l'aspetto qualitativo implicito al senso di coerenza e bellezza
che tali proporzioni trasmettono all'anima.
Armonia quindi come ordine e proporzione, simmetria, norma compositiva del
mondo che viene immediatamente riconosciuta dalla mente umana, procurando
piacere nel ricongiungimento agli archetipi dell'ordine che regola tutte le
cose. La dea Armonia figlia degli opposti, l'amore e la guerra, e sposa di
un mortale, unificatrice quindi tra il mondo divino e quello terrestre. Con
la dodecafonia di Schönberg agli inizi del 1900 la musica mette in discussione
il principio d'ordine dell'armonia, introiettando il movimento, il disordine,
il caos, la disarmonia, la "dissonanza" che esprimevano il senso di inquietudine,
trasformazione e dissoluzione dell'ordine dell'Europa moderna. L'arte contemporanea
va in questa direzione, rompendo i canoni classici dell'armonia e della bellezza
mostra la disarmonia del mondo.
L'armonia é un principio di riconciliazione, ma come ci si può riconciliare
con il mondo senza rendersi complici del male e dell'orrore che lo abitano?
La letteratura, l'arte, il pensiero filosofico contemporanei scelgono di stare
dalla parte della disarmonia, della dissonanza, dell'irregolarità,
dell'anomalia, della contraddizione, dell'inquietudine, della demolizione
e della demistificazione. Contro la bellezza. Rompendo la polarità tra armonia
e disarmonia e moltiplicando i piani di lettura, vorremmo proporre con il
concetto apparentemente ossimorico di 'disharmonic armony', uno spunto che
tenga insieme la miriade di proiezioni possibili della soggettività
rispetto alla percezione dis/armonica del mondo e di sé nel mondo.
Accogliere la bellezza e al contempo il paradosso che tale bellezza possa
essere, come l'arte contemporanea ci ha mostrato, l'estetizzazione dei rifiuti,
del brutto, un corto circuito che fa scattare connessioni, che apre scarti
nel nostro percorso, senza nessuna valenza di salvazione.
Un'armonia asimmetrica, che accoglie in sé il principio della pluralità,
in un equilibrio instabile e dinamico che si riconfigura di continuo. Un'armonia
che sa, perché no, lasciare spazio alla bellezza del sole e delle foglie
accogliendo in quello stesso spazio la visione rovesciata che si genera quando
nel quadro d'insieme entra l'umanità: le discariche, spesso ferite
incurabili all'ambiente, l'indifferenza e il rifiuto della complessità, sentita
come deviazione e disturbo di una normalità spacciata per armonia. Questo
duplice sguardo attiene al nostro tempo: il tempo delle contraddizioni per
eccellenza, tempo di creazione della bellezza/armonia attraverso la rottura
e di durissima, e forse impotente, difesa dal degrado/disarmonia attraverso
la ricomposizione. Cosa succede quando si posano sul mondo sguardi plurali
di donna, cosa succede ai cliché, alle regole acquisite dai tempi dei tempi,
ai ruoli destinati, ai valori sclerotizzati?
Quando armonia e disarmonia si specchiano nei suoi occhi, una donna/artista
sprigiona una giostra di immagini e suoni e parole che interrogano il sole,
la luna, le foglie, le discariche, l'indifferenza, la complessità,
la normalità, per lasciare sul campo una sola certezza: che armonia
e disarmonia sono la conquista di una perenne ricerca e trasformazione, in
cui non c'é spazio per ciò che è dato e ciò che è
stato, ma per ciò che sapremo essere. Disharmonic harmony è
quindi rompere l'ordine del museo - un ordine fatto di aspettative mentali
su ciò che mi posso aspettare in un museo - rendendolo, in una dimensione
e in un'esperienza parallele, il salotto di una casa; è giocare con
le forme e con il concetto stesso di allestimento artistico per mostrarne
il lato posteriore; è interrogarci sul mondo come lo conosciamo e vedere
cosa succede se cambiamo l'ordine alle cose, preferibilmente di poco, in modo
che non sia subito chiaro, è invocare le trasposizioni di cui parla
Rosi Braidotti, passaggi da una scala musicale all'altra che producono uno
scarto, un salto, una discontinuità, facendo risuonare la positività
della differenza come tema specifico in sé e mantenendo al contempo
l'armonia dell'insieme.
La mostra espone in collettiva
le opere di
>SERGIA
AVVEDUTI (Italia)
>GWENNETH
BOELENS (Paesi Bassi)
>MARINA
FULGERI (Italia)
>FRANCESCA
GRILLI (Italia/Paesi Bassi)
>SUNNIFA
HOPE (Gran Bretagna)
>DARIA
MARTIN (Stati Uniti/Gran Bretagna)
>CARLA
MATTII (Italia)
e le performance di
>BARBARA
DE DOMINICIS
>COLLETTIVO
CINETICO
>QUARTETTO
BARBERA-ANGIULI-MARANGONI-PALAZZO
>COMPAGNIA
LTD
>PLUMES
DANS LA TETE
>FRANCA
FORMENTI











 
da mercoledì 21 a domenica
25 gennaio
mercoledì-venerdì ore 9.30-16.00 e 18.00-23.00
sabato ore 10.00-24.00
domenica ore 10.00-23.00
Disharmonic Harmony
Art for art's shake
- 4a edizione
La voce muta degli spartiti e degli strumenti musicali suggerisce un diverso
tipo di ascolto, sollecita a dare forma a suoni che hanno solo una dimensione
mentale, raffigurando una possibilità di significato differente. Questo
sforzo di comprensione di una realtà, che si mostra con armi differenti
a quelle sue peculiari, è la metafora e la chiave di lettura per la nuova
edizione di Art for Art’s Shake, nel tentativo di cercare di conciliare
due nodi solo all’apparenza opposti: armonia e disarmonia. E il tentativo
non a caso è affidato ancora ad un gruppo di artiste donne, non tanto inteso
come esperienza di genere, ma come assunto simbolico di un termine “donna”
che ha in sé le potenzialità creative-generative, soggetto che per natura
ha la facoltà di dare vita a processi di cambiamenti, intesi come pratiche
attive. Uno scarto da statico a dinamico come possibilità di salto di significato,
nel cercare un ordine in quello che all’orecchio e all’occhio stride come
caos. Nello stesso spazio del museo e nelle singole opere d’arte trovano
collocazione sentimenti opposti e contrastanti, tensione emotiva ad andare
oltre alle apparenze e accettare la diversità e la complessità come ordine.
Interiore e cosmico. Donne sorde possono cullare il cuore con ninna nanne
fatte di segni; le canne di un organo sono forme geometriche che mostrano
una loro estetica visiva; la sala di un museo, pronta per essere allestita
con quadri e sculture, scopre la sua proporzione architettonica; una favola
può dialogare con il peggior incubo. Si scopre così che in quel rincorrersi
di note c’è la necessità di una pausa, tempo di sospensione in cui il movimento
cessa, il suono si interrompe. Intervallo in cui il pensiero continua a
scorrere, si stacca dall’apparenza concreta dell’azione e delle cose trovandone
l’essenza più profonda, la ragione degli opposti, l’equilibrio tra le contraddizioni
e le differenze come parti della stessa realtà.
>PAOLA NALDI
mercoledì 21 gennaio
ore 18.00
Opening Disharmonic Harmony
ore 20.00-22.00
la prevista performance Uncircle verrà sostituita
da
Giorgia Angiuli + Skelegore
live performance for voice, electronics and toys
giovedì 22 gennaio
ore 20.00-21.00-22.00
Uncircle
performance annullata per motivi di salute dell'artista
Performance sonora>Barbara
De Dominicis
Proiezioni a cura>Davide
Lonardi
venerdì 23 gennaio
ore 20.00
monkey [soap] business
- Frammento del progetto C/o
Video e installazione corporea>CollettivO
CineticO
Regia e video>Francesca
Pennini - Performance>Elisa
Mucchi
ore 21.30-22.00
Invisible circle
Performance elettroacustica con>Simona
Barbera (voce), Giorgia Angiuli (giocattoli),
Matteo Marangoni (contrabbasso e live electronics) e Marco Palazzo (laptop)
sabato 24 gennaio
ore 19.00-21.00-22.00
Luci di scambio
Performance interattiva>Compagnia
LTD. Da un’idea di>Elena
La Ganga.
Con>Giorgia
Casini, Federica Formentini, Laura Matano, Lucia Rossi
domenica 25 gennaio
ore 18.30-18.50-19.20-19.50
Musica da camera
Performance di>Plumes
dans la tête - Ideazione e spazio>Silvia
Costa
Manipolazioni sonore>Lorenzo
Tomio
Violini>Erica
Scherl, Katia Ciampo - Viola>Manuela
Trombini - Violoncello>Elisa
Segurini
ore 21.00
Foodpower
Performance di>Franca
Formenti
Concept Foodpower>Franca
Formenti
Produced in collaboration with>Betty
and Books Associazione culturale Food Porn: Culinaria Sexysapori
Food Soul Consultancy>Elisia
Menduni
Video FOODPOWER>Concept
Franca Formenti director Franca Formenti and Massimiliano Mazzotta.
Images>Franca
Formenti, Francesco and Massimiliano Mazzotta
Editing>Massimiliano
Mazzotta
Music>Riccardo
Albuzzi, Johnny Melfi, Pizzica Nova, Jed, UNN
Texts>Tatiana
Bazzichelli and Antonio Caronia
L'ingresso a Disharmonic Harmony è libero:
l'accesso alle performance è consentito fino ad esaurimento posti
disponibili.
Si prega, prima di accedere agli spazi espositivi, di ritirare il biglietto
gratuito presso la biglietteria del Museo, che consentirà
di accedere anche alle collezioni permanenti.
Ufficio stampa e informazioni>
Comunicattive
tel>+39 / 0516493772
info@artforartshake.com
www.artforartshake.com
Art for Art's Shake è realizzato con il patrocinio di>Regione
Emilia-Romagna, Provincia di Bologna, Comune di Bologna
con il contributo
di>Comune di Bologna Settore Cultura
e rapporti con l'Università, Consolato Generale dei Paesi Bassi, Associazione
italo-americana Luciano Finelli - Friends of the Johns Hopkins University,
Coop Adriatica
in collaborazione con>Museo
Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna
sponsor tecnici>Working,
Raggio Verde, Home Movies, Sofa Soft, Saveri, Immagini e suoni
partner>Betty
& Books - Associazione culturale, Culinaria Sexy Sapori.