
Percorso espositivo
La mostra
A cura di Luca Beatrice, promossa da M.Casale
Bauer, in collaborazione con il Museo internazionale e biblioteca della
musica e con il patrocinio di Regione Emilia Romagna, Provincia di Bologna
e Comune di Bologna, Love me Fender è
dedicata all'universo Fender.
Fender, come la casa di produzione di strumenti musicali fondata nel 1946
da Leo Fender, che dopo aver accompagnato
e segnato le rivoluzioni in seno al Rock'n'Roll ha saputo evolversi costantemente
entrando inevitabilmente nella storia e nell'immaginario collettivo del XX
secolo. Ma non solo. Fender come stile di vita, come identità collettiva,
capace ancora oggi di arrivare trasversalmente a persone di ogni età. Proprio
all'arte del nostro tempo è affidato il compito, in questa mostra, di raccontare
le suggestioni e di trovare le connessioni sparpagliate in una molteplicità
di mondi diversi.
L'esposizione presenta una ricca selezione di lavori
inediti appositamente prodotti da più di venti artisti, secondo
i diversi linguaggi espressivi utilizzati, dalla pittura alla scultura, dal
disegno alla fotografia all'installazione, tutti a comporre un mosaico multidisciplinare
giocato sulle interconnessioni tra arte e musica, in un continuo gioco di
specchi. Gli artisti presenti in mostra sono: Massimiliano Alioto, Andy,
Gabriele Arruzzo, Matteo Basilé, Alessandro Bazan, Nicola Bolla, Bugo, Crash,
Francesco De Molfetta, Nicola Di Caprio, Pablo Echaurren, Daniele Galliano,
Fausto Gilberti, Daniele Girardi, Hubertus von Hohenlohe, Marcello Jori, Thorsten
Kirchhoff, Francesco Lauretta, Marco Lodola, Bartolomeo Migliore, Laurina
Paperina, Tom Porta, Laboratorio Saccardi, Mauro Sambo, Maurizio Savini, Nicola
Verlato.
Una sezione della mostra è dedicata ai memorabilia,
provenienti dalla collezione Fender e da altre collezioni private: fotografie,
strumenti musicali, riviste, manoscritti, manifesti, LP, 45 giri e altri oggetti
unici, datati a partire dagli anni Cinquanta, che raccontano una parte importante
della storia della musica del' 900, legata agli oggetti e alla vita quotidiana.
Fin dall'inizio della loro produzione le chitarre elettriche sono state caratterizzate
da forme inconsuete e colori brillanti che le hanno rese assimilabili a vere
e proprie opere d'arte e spesso le hanno trasformate in oggetti da collezione:
gli strumenti prodotti da Fender Musical Instruments
Corporation sono diventati il simbolo di un nuovo modo di fare,
ascoltare e vivere la musica.
Il ruolo di icona fu consacrato nel 1969 quando gli oltre 400.000 giovani
che si ritrovano a Woodstock, in occasione dello storico Festival cultura
hippy, trovano sul palco Jimi Hendrix
e la sua white Strato: un modello, la
Stratocaster, destinato da li a poco a entrare nell'immaginario collettivo
come la chitarra elettrica per eccellenza.
Fender continuerà a scrivere la storia della musica attraverso i suoi strumenti,
scelti a partire dagli anni Sessanta da musicisti importanti come Dick
Dale, Hank Marvin del gruppo The Shadows, George Harrison e John Lennon, Eric
Clapton, Kurt Cobain, John Frusciante, Frank Zappa e molti altri. Dal
Rock'n'Roll al Punk, dal Pop al Metal, dal Funk alla Discomusic, dal Grunge
alla musica leggera, la scelta degli strumenti Fender coincide con un vero
e proprio life style che nel tempo ha accompagnato un numero sempre crescente
di appassionati.
L'indagine sulle contaminazioni tra linguaggi e discipline caratterizza da
sempre la tendenza curatoriale di Luca Beatrice che in occasione della mostra
Love Me Fender ha coinvolto artisti visivi che hanno in comune la passione
per la musica, alcuni di loro sono impegnati da anni anche come musicisti.
Red Ronnie, rinomato conoscitore del panorama musicale italiano e internazionale
dagli anni Settanta, partecipa all'organizzazione della mostra mettendo a
disposizione oggetti della sua personale collezione e la sua decennale esperienza,
che lo ha visto attivo prima come dj nelle radio libere e poi come presentatore
di programmi televisivi su emittenti nazionali.