Padre Martini collezionista
Il
nucleo originario delle collezioni musicali del Museo si deve al padre francescano
Giovanni Battista Martini (Bologna, 24 aprile 1706 - 3 agosto 1784), una
delle personalità più illustri e complesse del Settecento musicale europeo,
grande erudito e collezionista, teorico e compositore, nonché maestro di
contrappunto, che ebbe tra i suoi allievi anche Johann Christian Bach e
Wolfgang Amadé Mozart.
A soli 19 anni veniva nominato maestro di cappella nella chiesa di San Francesco
di Bologna, cominciando allora ad alimentare la sua fama di eccellente maestro
e conoscitore di musica "vincendo" la disputa sorta con il dotto Redi sull'interpretazione
di un misterioso canone dell'Animuccia esistente nella cantoria della Santa
Casa di Loreto, di cui il Redi stesso era maestro di cappella. Questo primo
trionfo del Martini gli valse la totale ammirazione da parte dei più provetti
maestri del suo tempo e il suo nome cominciò ad essere conosciuto in Italia
e all'estero. Allo stesso tempo, non accontentandosi di essere solamente
un erudito, egli continuava gli studi musicali affermandosi come eccellente
compositore di suonate per cembalo, di canoni, di circa 500 pezzi musicali
inediti.
Dalle numerosissime lettere conservate in biblioteca (più di 30 volumi
per un totale di quasi 6.000 lettere) si apprende quali e quanti personaggi
illustri, musicisti, nobili, cantanti, cardinali intrattenevano rapporti di
stima e amicizia con lui: anche l'imperatore d'Austria passando da Bologna
volle fare la sua conoscenza.
Oltre ad arricchire giorno dopo giorno la sua biblioteca, raccogliendo manoscritti
e opere musicali di vario genere, Padre Martini altrettanto assiduamente
raccolse effigi di musicisti, che adornavano le pareti della sua libreria
nel Convento di San Francesco, quasi ad avere una sorta di rimando visivo
e immediato al contenuto della biblioteca stessa.