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mostre nel museo 2012



26 novembre 2011 - 15 gennaio 2012
Spazio mostre temporanee - Sale del museo
Logo Alias - personale di Giorgio Faletti - Bologna Museo della msuica 25 novembre 2011-15 gennaio 2012

Alias - secondo capitolo

personale di Giorgio Faletti
un progetto a cura di Tiziana Leopizzi ed Olivia Spatola

Venerdì 25 novembre 2011 alle ore 18.30, presso il Museo internazionale e biblioteca della Musica di Bologna (Strada Maggiore 34, Bologna) inaugura Alias. Secondo capitolo, mostra personale di Giorgio Faletti a cura di Tiziana Leopizzi ed Olivia Spatola.
Giorgio Faletti continua il percorso nel mondo dell'arte visiva iniziato a Firenze con ARTOUR-O il MUST nel 2009. Da allora si sono succeduti diversi appuntamenti che hanno codificato il suo stile sintomatico del momento storico che stiamo vivendo. Le sue opere, frutto del dialogo tra il pvc ed i colori sapientemente stesi sulla tela, hanno iniziato un discorso innovativo ricco di poesia e di delicato umorismo.
ALIAS è stata concepita come un libro e questa mostra al Museo della Musica di Bologna rappresenta il secondo capitolo di un percorso iniziato nel 2010 con l'importante esposizione attuata in contemporanea a Genova ed Alassio.

Giorgio Faletti si rivela l'artista versatile per eccellenza con una personalità alimentata da una curiosità incontenibile e dimostra una totale coerenza nell'uso rischioso di tecniche miste degne della più alta pop art. Il gesto è perfetto. L'artista è incredibilmente padrone di sé e non sbaglia una nota nell'accostare frammenti di spartiti, piccoli giocattoli o oggetti di uso quotidiano.
I fondi pittorici a pennellate bianche si fondono a sottili carte strappate in cui riscoprire lacerti di antica memoria, ricordi impolverati trovati in un cassetto, fotografie mai scattate, sogni dimenticati nella frenesia della vita contemporanea. Non c'è silenzio nell'opera di Faletti, ma neanche rumore, vi è un leggero suono di violino che ci trasporta nella sua visione. Guardare i quadri dell'artista comporta una sorta di percezione ampliata dell'oggetto, vi è come una sonorità intrinseca negli accordi tra i colori, nei ritmi cromatici degli accostamenti e nelle giustapposizioni di toni scuri e chiarissimi. La sua è pittura materica, in quanto, seppur nella tridimensionalità data dalle applicazioni, la genesi ed il percorso creativo non hanno matrici scultoree: il segno, a mio vedere, è quello del pittore. Ma prima di tutto sono piccoli gioielli di poesia visiva che forse nemmeno il suo autore ha il coraggio di accettarne il valore, vittima e carnefice delle categorie della vita a cui ognuno è schiavo.

Un tipo come lui, di così grande successo in campi limitrofi ma 'altri', è quasi sicuro che si indispettisca, o si annoi, di fronte all'ottusa resistenza che la pittura oppone a chi la conosce poco; o che trasformi la pratica in un semplice passatempo. Invece Faletti si è posto con umiltà e passione, di fronte agli attrezzi di un mestiere tutto da scoprire: colle e tele bianche, barattoli e pennellesse, spatole e alambicchi... (Marina Corgnati)



venerdì 25 novembre
ore 18.30
Inaugurazione della mostra

da sabato 26 novembre 2011 a domenica 15 gennaio 2012
martedì-venerdì ore 9.30-16.00
sabato-domenica ore 10.00-18.30
Alias - capitolo secondo
personale di Giorgio Faletti

Giorgio Faletti è nato ad Asti, vive e lavora tra la sua città, New York e l'Isola d'Elba. Molto conosciuto per il suo passato come uomo di spettacolo, ha sperimentato il mondo della comunicazione nei suoi molteplici aspetti spaziando dalla musica alla letteratura. Ora è la pittura la sua musa seducente, luogo di raffronto plurisecolare a cui si è accostato da outsider, cioè dichiarando, anzi rivendicando, la propria estraneità alle regole del gioco, ma compiendo un suo percorso preciso. Il suo debutto nell'arte contemporanea è avvenuto nel 2009 ad ARTOUR-O il MUST e da quel momento gli appuntamenti si susseguono regolarmente: ora Alias - secondo capitolo, dove, ancora una volta, l'artista affronta una nuova sfida con concentrazione e determinazione.


L'ingresso é compreso nel biglietto di accesso al Museo, da acquistare presso il bookshop al piano terra | tariffe e riduzioni


Ufficio stampa Comune di Bologna
Raffaella Grimaudo
tel. +39 0512194664
raffaella.grimaudo@comune.bologna.it




25 gennaio - 26 febbraio 2012
Spazio mostre temporanee - Lab. 1 - Sale del museo
Bologna Arte Fiera OFFLogo Malanotte - mostra di Giulia Manfredi Bologna  Museo della musica  26 gennaio-26 febbraio 2012

Malanotte

personale di Giulia Manfredi a cura di Olivia Spatola e Vladimir Isailovic
inserito nel programma di Artefiera OFF

Mercoledì 25 gennaio 2012 alle ore 18.00, presso il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna (Strada Maggiore 34, Bologna) inaugura Malanotte, mostra personale di Giulia Manfredi a cura di Olivia Spatola e Vladimir Isailovic.
La mostra prevede, in occasione della Notte Bianca dell'Arte, una live performance della violoncellista Marta Coletti che si terrà sabato 28 gennaio 2012 alle ore 21.00 con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.
La Malanotte di Giulia Manfredi è un viaggio intimo, personale in cui il suo mondo onirico, l'inconoscibile si sovrappone allo spazio immutabile e cristallizzato del museo.
L'artista ci stupisce facendo irrompere nel Museo della Musica una realtà altra, misteriosa, surreale, assimilabile alla parte inconscia della psiche: un immaginario non raccontato ma evocato, "messo in scena" come una reale presenza. È l'arte che stupisce, meraviglia, l'imprevedibilità di un accadimento visivo.
Attraverso una serie di installazioni multimediali, videoproiezioni e sculture, l'artista dà forma fisica alle sue visioni creando un percorso appositamente concepito per lo spazio ospitante. Universi paralleli vanno a congiungersi, realtà altre trovano sbocchi imprevisti: è l'Es che affiora allo stato di coscienza.
E sentiamo questo suono, un anelito di vento, un sussurro: è la voce della natura che riemerge dall'animo umano. Presenze arcaiche e forme simboliche costellano le sale del museo rivelando visioni incorporee dell'Es.
Il mondo onirico, vivo e palpitante di Giulia Manfredi, irrompe nello spazio reale dello storico edifico, due realtà distanti si sovrappongono creando uno straniamento percettivo. Misteriose corrispondenze si materializzano tra la realtà fisica esterna ed un'interna psicologica e l'opera d'arte diviene uno spazio-ambiente summa di entrambe. La nuova realtà, generata dall'alterazione dello spazio museale, diviene essa stessa opera dell'artista. Giulia interviene sullo spazio architettonico trasformandolo nel suo segno, mutandone di significato, modificandone la percezione.
Lo spettatore, vagando per le sale del museo, entrerà in contatto con questo speciale microcosmo "contenente un'ouverture di una delle tante sinfonie della musica universalis".



mercoledì 25 gennaio
ore 18.00
Inaugurazione della mostra

sabato 28 gennaio
ore 18.00-0.00
Art white night - Apertura straordinaria
ore 21.00
Marta Coletti in concerto
performance di Marta Coletti (violoncello)

da giovedì 26 gennaio a domenica 26 febbraio 2012
martedì-venerdì ore 9.30-16.00
sabato-domenica ore 10.00-18.30
Malanotte
personale di Giulia Manfredi

Nata a Castelfranco Emilia, ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Bologna e all' UDK di Berlino. Attualmente vive e lavora a Berlino.
Dal 2001 ad oggi ha realizzato numerose mostre in Italia ed all'estero fra cui ricordiamo: PARAFERNALIA nel 2011 a Porto in Portogallo, FUOCHI FATUI nel 2010 presso il Palazzo Ducale di Pavullo (IT), % VOL. nel 2009 ad Able Kulturverein a Berlino, METAMORPHOSES - Visions contemporaines nel 2009 a Parigi.


L'ingresso é compreso nel biglietto di accesso al Museo, da acquistare presso il bookshop al piano terra | tariffe e riduzioni


Per informazioni>
Arte Fiera - BolognaFiere
Viale della Fiera, 20 40127 Bologna
tel. +39 051 282111
fax. +39 051 6374019
artefiera@bolognafiere.it
www.artefiera.bolognafiere.it

Ufficio stampa Comune di Bologna
Raffaella Grimaudo
tel. +39 0512194664
raffaella.grimaudo@comune.bologna.it




27 gennaio - 26 febbraio 2012
Cortile
Logo Artefiera 11

Bologna Art First 2012

L'arte moderna e contemporanea per le vie
a cura di Artefiera - Artfirst



A bordo del Cuore d'Oro, è il titolo di questa 7ª edizione del Bologna Art First, curata da Julia Draganovic e visitabile dal 27 Gennaio al 26 Febbraio 2012. Ricordate i primi anni ottanta, la guerra fredda e la constante sensazione di minaccia mondiale? Era Douglas Adams che ci insegnava a relativizzare la nostra situazione illustrando, con la sua Guida Galattica per Autostoppist, la fine del mondo e facendoci capire che non siamo l'ombelico dell'universo. La teoria dell'eterno ritorno proclamata da Friedrich Nietzsche sembra confermarsi un'altra volta: all'inizio del secondo decennio di questo nuovo millennio ci sentiamo di nuovo vicino all'implosione, stavolta però non è la minaccia delle armi nucleari, ma quella del mercato finanziario mondiale. Con A Bordo del Cuore d'Oro, titolo preso in prestito dal nome dell'astronave sulla quale il protagonista di Douglas Adams viaggiava per la Galassia, Bologna Art First invita ad un viaggio che porta lontano dalle preoccupazioni economiche. Camminando per il centro storico di Bologna si scoprono 10 posizioni artistiche serie ed ironiche, che provocano a volte delle riflessioni critiche, altre volte stimolano un sorriso. Lo scopo di questo percorso eterogeno ed ecclettico non è di far dimenticare le crisi, ma di prendere una distanza sdrammatizzante per farsi stimolare a riflessioni non scontate.


dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 16.00
sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.30
Bologna Art First 2012
L'arte moderna e contemporanea per le vie

sabato 28 gennaio
ore 18.30-0.00
Art white night - Apertura straordinaria


L'ingresso é compreso nel biglietto di accesso al Museo, da acquistare presso il bookshop al piano terra | tariffe e riduzioni


Per informazioni>
Arte Fiera - BolognaFiere
Viale della Fiera, 20 40127 Bologna
tel. +39 051 282111
fax. +39 051 6374019
artefiera@bolognafiere.it
www.artefiera.bolognafiere.it






archivio mostre 2011



21 settembre-6 novembre 2011
Spazio mostre temporanee
Logo Artelibro 2011

ControCorrente

Riviste, dischi e libri d’artista delle case editrici della poesia visiva italiana
mostra a cura di Marco Bazzini e Melania Gazzotti inserita nel programma di Artelibro 2011

Inaugura il 21 settembre 2011 presso il Museo della Musica di Bologna nell'ambito di Artelibro Festival del Libro d'Arte la mostra ControCorrente. Riviste, dischi e libri d'artista delle case editrici della poesia visiva italiana, prima tappa di una esposizione itinerante che si sposterà successivamente alla Fondazione Berardelli di Brescia e al Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato.
A cura di Marco Bazzini e Melania Gazzotti con la collaborazione di Nicole Zanoletti, la mostra passa in rassegna le case editrici - molte delle quali indipendenti, fondate e dirette dagli artisti stessi - che, tra gli anni Sessanta e Settanta pubblicano riviste e libri d'artista che radicalizzano le potenzialità espressive della parola accompagnata dall'immagine, dando vita a quel movimento artistico che, confrontandosi con il lessico della comunicazione di massa e allo stesso tempo mettendolo in discussione, verrà poi denominato poesia visiva. Sulla base di queste riflessioni e dall'incontro tra Eugenio Miccini e Lamberto Pignotti, a Firenze nasce infatti il Gruppo 70, al quale successivamente prenderanno parte anche Lucia Marcucci, Ketty La Rocca, Luciano Ori, seguiti da Mirella Bentivoglio, Giuseppe Chiari, Emilio Isgrò, Michele Perfetti e Sarenco. Contemporaneamente in diverse parti d'Italia altri artisti si occuparono di tematiche affini come Luciano Caruso e Stelio Maria Martini a Napoli, Ugo Carrega a Milano e Martino Oberto a Genova.
Nella sede espositiva di Bologna la mostra presenterà, oltre alla generale produzione editoriale dei poeti visivi, un approfondimento dedicato alla musica. All'interno del percorso espositivo del Museo della Musica le opere in permanenza verranno fatte dialogare con spartiti e libri a tema musicale ma anche registrazioni sonore su cassette e dischi, pubblicati dalle medesime case editrici a cui è dedicata la mostra.



mercoledì 21 settembre
ore 18.30
Inaugurazione della mostra

da mercoledì 21 settembre a domenica 6 novembre
martedì-venerdì ore 9.30-16.00
sabato-domenica ore 10.00-18.30
ControCorrente. Riviste, dischi e libri d'artista delle case editrici della poesia visiva italiana
mostra a cura di Marco Bazzini e Melania Gazzotti

 
 
L'ingresso alla mostra Controcorrente é consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili ed è compreso nel biglietto di ingresso al Museo, da acquistare presso il bookshop al piano terra | tariffe e riduzioni


Organizzatori>
Artelibro - Festival del Libro d'Arte, Bologna
Fondazione Berardelli, Brescia
Museo Pecci, Prato
Museo internazionale e biblioteca della musica, Bologna

Catalogo>
ControCorrente. Riviste, dischi e libri d'artista delle case editrici della poesia visiva italiana, Allemandi 2011
126 pagine a colori, italiano, 24x17 cm
con testi di Melania Gazzotti e Marco Bazzini

Per informazioni e contatti>
Studio Pesci di Federico Palazzoli
Via San Vitale 27 - 40125 Bologna
info@studiopesci.it
irene.guzman@artelibro.it

Programma completo di Artelibro 2011>
www.artelibro.it




24-28 settembre 2011
Lab.1 | Sala eventi
Logo Mostra da Bologna a Stradivari Bologna Museo della musica 24-28 settembre 2011Logo CNA Bologna Logo  Museo Stradivardiano Cremona

Da Bologna a Stradivari: il percorso europeo di G. Fiorini

Giuseppe Fiorini Maestro di liuteria: i liutai bolognesi celebrano i 150 anni dalla nascita
Mostra di strumenti storici
a cura di Cna Bologna e Museo Stradivardiano-Cremona

Cna Bologna ha accolto l’invito dei suoi liutai a promuovere e coordinare alcune importanti iniziative per celebrare la figura del liutaio Giuseppe Fiorini, nel centocinquantesimo anniversario della sua nascita, che corrisponde, rendendo la commemorazione ancora più significativa, alla nascita dello Stato Italiano.
Il liutaio Giuseppe Fiorini è stato un esponente fondamentale della liuteria italiana ed internazionale. Figlio d’arte, nasce nel 1861 a Bazzano, dopo un apprendistato presso la bottega del padre Raffaele, nel 1885 apre una sua bottega a Bologna, per poi trasferirsi a Monaco nel periodo in cui la città è tutta un fiorire di fermenti artistici. Tra il 1895 e il 1910 Fiorini diventa una delle figure più rappresentative della Mitteleuropa per quanto riguarda la costruzione ed il commercio degli strumenti ad arco di qualità.
Acquista da una famiglia nobile piemontese tutti gli attrezzi, i disegni e le forme che Antonio Stradivari aveva usato in vita per costruire i suoi capolavori, un tesoro che poi dona generosamente alla città di Stradivari, Cremona. Esposto nelle sale del Museo cittadino di Cremona, costituisce ancora oggi un patrimonio unico e prezioso per tutti coloro che si avvicinano a quest’arte.
Fiorini non è un esempio isolato, ma si inserisce all’interno di una secolare tradizione liutaria della città e del suo territorio, arrivata intatta fino a noi. Cna da sempre ne porta avanti la testimonianza, e continua a farlo anche con la promozione di questa iniziativa che comincia a luglio a Medicina e prosegue lungo tutto il corso dell’anno nei luoghi cari a Fiorini: Bazzano, Bologna e Cremona.
Il Museo della musica ha accolto con estremo piacere l’invito a far parte del Comitato per le celebrazioni, offrendo, dal 24 al 28 settembre 2011, i propri spazi espositivi e la propria collaborazione per la realizzazione della mostra di strumenti storici Da Bologna a Stradivari: il percorso europeo di Giuseppe Fiorini, che diventa testimonianza concreta di una tradizione storica e artistica da non dimenticare.
Sempre nell'ambito delle celebrazioni ospitate al Museo della musica, i maestri liutai bolognesi celebrano i 150 anni della nascita del grande liutaio con Per Fiorini: un percorso tra gli oggetti della musica, spettacolo di teatro e musica di e con Sandro Pasqual ed evento inaugurale della mostra nella giornata di sabato 24 settembre alle ore 18.30, per concludere, martedì 27 settembre sempre alle 18.30 con le Pagine celebri ed insolite per violoncello e pianoforte, concerto con musiche di Mendelssohn, Granados, Shostakovic, Bartòk, Chopin, Stravinsky, Rossini interamente eseguite su strumenti di Raffaele e Giuseppe Fiorini da Oscar Piastrelloni al violoncello assieme a Rosabianca Rachel al pianoforte.



sabato 24 settembre
ore 17.00
Inaugurazione della mostra Da Bologna a Stradivari: il percorso europeo di Giuseppe Fiorini
Presentazione della figura di Giuseppe Fiorini
a cura di Roberto Fiorini
ore 18.00
Per Fiorini. Un percorso tra gli oggetti della musica
Spettacolo di teatro e musica dedicato a Giuseppe Fiorini
di e con Sandro Pasqual

martedì 27 settembre
ore 18.30
Pagine celebri ed insolite per violoncello e pianoforte
concerto con musiche di Mendelssohn, Granados, Shostakovic, Bartòk, Chopin, Stravinsky, Rossini
interamente eseguite su strumenti di Raffaele e Giuseppe Fiorini
Oscar Piastrelloni (violoncello)
Rosabianca Rachel (pianoforte)

da sabato 24 a mercoledì 28 settembre
sabato-domenica ore 10.00-18.30
martedì-mercoledì ore 9.30-16.00
Da Bologna a Stradivari: il percorso europeo di Giuseppe Fiorini
Mostra di strumenti storici
a cura di Cna Bologna e Comune di Cremona

Strumenti in esposizione:
- violino G.Fiorini 1924 (Museo Stradivariano, Cremona)
- viola G.Fiorini 1924 (Museo Stradivariano, Cremona)
- violino G.Fiorini 1918 (Museo Poggi, Medicina)
- violino G.Fiorini 1925 (collezione privata)
- violoncello G.Fiorini 1907 (Fondazione Maggini Langenthal)


 
 
Figlio d’arte, nato nel 1861 a Bazzano, dopo un apprendistato modello presso la bottega del padre Raffaele, nel 1885 apre bottega separata a Bologna. La sua intelligenza acuta ed intuitiva, e il bisogno di spazi meno ristretti, lo portano a trasferirsi a Monaco nel periodo in cui la città è tutta un fiorire di fermenti e possibilità artistiche. Sposando una delle figlie di Andreas Rieger, noto liutaio e imprenditore di Mittenwald, nella capitale della Baviera diventerà presto il suo successore, e tra il 1895 e il 1910 si imporrà come una delle figure più rappresentative della mitteleuropa per quanto riguarda la costruzione, l’expertise ed il commercio degli strumenti ad arco di qualità. Nel 1904 è socio fondatore della tedesca VDG, la più antica e longeva delle associazioni liutarie europee – tuttora attiva – e da quegli anni la sua articolata bottega, ove si forma anche un crescente numero di allievi, serve tra i migliori artisti musicali dei suoi tempi.
Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale è costretto a rifugiarsi in Svizzera e pensa seriamente di tornare ad esercitare in Italia, ma ci vogliono otto anni perchè questo possa accadere.
Nel frattempo conclude la transazione della sua vita: l’acquisto da una famiglia nobile piemontese di tutti gli attrezzi, i disegni e le forme che Antonio Stradivari aveva usato in vita per costruire i suoi celebrati capolavori. Benchè Fiorini conoscesse questo materiale già da 40 anni, ed avendolo studiato ne avesse già tratto ispirazione per la sua felice carriera, questo episodio marca un ulteriore salto di qualità professionale, che apre il suo periodo finalmente italiano, quando si trasferisce a Roma nel 1923. Qui forma altri allievi e persegue l’idea della istituzione di una vera e propria scuola, presso la quale affiancare il tesoro stradivariano, che è pronto a donare pur di raggiungere lo scopo della rinascita della grande liuteria italiana. I tempi sono difficili e la salute dei suoi occhi minata da una malattia incurabile, ma alla fine è Cremona che accetta la sua donazione nel 1930, quattro soli anni prima di spegnersi nel silenzio a Monaco di Baviera.
In vita servì un grande numero di artisti e fu molto amato e rispettato durante la sua epoca anche da un nutrito numero di allievi tedeschi italiani, svizzeri e non solo. Per il suo carisma umano e professionale la sua influenza sulla cultura liutaria dell’epoca moderna è andata ben oltre le conseguenze della donazione cremonese. Ne è testimone la riuscita carriera di almeno due liutai che lo hanno frequentato negli anni di maturità: Ansaldo Poggi e Simone Fernando Sacconi, quest’ultimo precursore della liuteria americana. La presenza formativa nei primi anni del secolo scorso anche di un membro della famiglia Hill di Londra prova la grande considerazione che il Maestro aveva saputo guadagnare fin da subito nel suo ambiente. Fu amico di tutte le belle arti e i suoi scritti ci parlano della sua grande erudizione, acutezza ed intelligenza. Oggi i suoi strumenti hanno superato la prova del tempo e cominciano ad essere ambiti e suonati regolarmente anche dai musicisti più esigenti. Il fatto di non aver potuto avere eredi “di sangue” rende la sua figura atta ad attirare a sè un gran numero di allievi spirituali.

© Roberto Regazzi
dal catalogo della mostra
Da Bologna a Stradivari: il percorso europeo di Giuseppe Fiorini



L'ingresso agli eventi e alle mostre di Da Bologna a Stradivari é gratuito e consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Si prega di ritirare il biglietto gratuito al Museo presso il bookshop al piano terra


Per informazioni>
CNA Bologna - Ufficio Comunicazione
tel +39 3486023310
info@bo.cna.it
Da Bologna a stradivari - sito ufficiale




18-30 giugno 2011
Lab.1 | Sale del Museo
Logo Tavola Rotonda Vinyl Futuro Anteriore Bologna Museo della musica 18 giugno 2011Logo Associazione Sounday

Vinilefuturoanteriore: Io sono vinile - Giradisco

mostra fotografica ed esposizione di giradischi storici
a cura di Associazione Sounday

Dal 18 al 30 giugno Sounday, in collaborazione con il Museo internazionale e Biblioteca della Musica e con il sostegno della Regione Emilia Romagna promuove VinileFuturoAnteriore, una occasione per celebrare la persistenza del disco nei sistemi di ascolto contemporanei.
Il disco è il sistema di riprocibilità che maggiormente ha influenzato la produzione artistica. Ha condizionato la durata delle canzoni, e quindi, alla fine i tempi di attenzione della nostra contemporaneità. Ha offerto a Pierre Schaeffer l'intuizione del loop e della ripetizione nella musica concreta ("Sillon fermé"). Ha stimolato lo sviluppo di pensieri creativi nuovi come gli album e i concept album, dando luogo al concetto di play list ovvero di sequenza di canzoni interconnesse per autore, genere o esperienza musicale.
Ha alimentato leggende fantasiose, come quella, degli ascolti à rebour sui quali i musicisti, soprattutto rock che lasciavano messaggi satanici per la gioia dei fan, o tramite i quali potevano addirittura tornare dall'oltre tomba come nel film "Morte a 33 giri" (Trick or Treat) del regista Charles Martin Smith.
Il disco è rivoluzione che ha trasformato gli spazi quotidiani offrendo la possibilità di decidere il tempo e il modo con cui ascoltare musica, voci, poesie, proclami.
E' stata voce al cinema quando questo era ancora muto, è stato comodo sostituto parentale quando, inserito in robusti supporti a prova di bambino, raccontava le favole. E ha, perfino spesso sostituto gli alti gerarchi quando nei campio militari veniva suonato per diffondere la viva voce degli ordini dei superiori.
Il disco è un oggetto e come tale ha reso possibile un rapporto fisico e commerciale con la musica, che ha giocato un ruolo importantissimo nella creazione dei miti musicali dalla sua comparsa ai giorni nostri. Possedere la voce di Caruso, come più tardi quella dei Beatles induce nell'ascoltatore un senso di pienezza e potere.
Un disco è un Horcrux in cui è racchiusa una parte dell'anima dell'interprete e non ci stupisce la cura feticistica per il supporto, (da accarezzare regolarmente con appositi fazzolettini, da maneggiare con cura e riporre in speciali tabernacoli).
Il disco dal suo esordio ha cambiato il modello di fruizione della musica, identificando un sistema di ascolto più isolato e personale. Oggi in epoca di riproduttività tecnica super avanzata, di mp3 scaricabili su supporti sempre più facilmente portatili, il ritorno alla cultura del vinile è una richiesta di attenzione di una qualità acustica meno smaltata e più attenta.
Uno spazio in cui non tutto è mai perduto. Un vinile graffiato si può ancora ascoltare, un cd danneggiato è perso per sempre. I glitch dei nostri dischi consumati marcano la proprietà si imprimono nei ricordi degli ascolti, la perfezione del CD ce lo aliena.
Questo perchè in un modello sociale in cui i mezzi di produzione, di alimentazione e perfino di divertimento sono preconfezionati, il vinile rappresenta un fattore tangibile, concreto, imperfetto, a propulsione ancora meccanica, una magia alla portata di tutti.


da sabato 18 a giovedì 30 giugno
martedì-venerdì ore 9.30-16.00
sabato-domenica ore 10.00-18.30
Io sono Vinile/I'm Vinyl
opere fotografiche di Alessandro Ciccarelli
Giradisco
Esposizione di giradischi d'epoca e vinile da collezione nelle sale museali

Non si può giudicare un libro dalla copertina, ma per un disco la cosa è diversa. La copertina è parte integrante della concezione che sottende l'album, è un contatto visivo che aumenta l'esperienza tattile che prelude e accompagna l'ascolto.
Una superficie in cartoncino 30x30 può diventare una finestra per andare aldilà del supporto. Dagli anni '60, fino al tramonto del LP come strumento di diffusione della cultura musicale di massa, gli artisti fanno a gara a potenziare attraverso la copertina, l'immaginario creativo che li lega ai fan.
L'evoluzione grafica delle copertine comincia, in verità, già alla fine degli anni '40 quando il disco microsolco in vinile sostituisce i 78 giri. Le protezioni di cartone si trasformano in opere di straordinaria personalità, vere e proprie vetrine che potevano decidere il successo commerciale di un disco più che la stessa musica.
Sono le immagini colorate degli album, infatti, che attirano la curiosità dei giovani compratori della cultura di massa. Non era bieco marketing quello che spingeva gli artisti della musica alla ricerca grafica. Molti artisti della fotografia e della grafica diventarono ricercatissimi creatori di copertine come Francis Wolff cofondatore della Blue Note Records, che ha fotografato i grandi del jazz, o David Bailey cui si devono alcuni degli scatti più famosi del cotè londinese degli anni ‘60 e le copertine di album come Out of our Head (1965) dei Rolling Stones.
Janis Joplin vuole il fumettista Robert Crumb per la copertina di Cheap Thrills (1968), e Bowie scippa a Vogue la foto di Justin De Villeneuve per il suo album Pinups (1973).
Il grande guru della pop art, Andy Warhol non rinuncia ad esprimersi in questo formato e, dopo aver concepito la solitaria banana dell'album di culto, Velvet Underground & Nico (1967), inventa una provocatoria copertina in 3D per l'album Sticky Fingers (1971) dei Rolling Stones.
Alcuni artisti come Joni Mitchell firmano le loro copertine, mentre altri, David Bowie o i Beatles, gli stessi Stones, tanto per dirne alcuni, intervengono strutturalmente nel concept dando luogo ad opere (Abbey Road - 1969 Beatles; Wish you were here 1975 Pink Floyd) che si imprimeranno a lungo nell'immaginario.
IO SONO VINILE/I'M VINYL, presentato a Bologna nell'ambito di VinileFuturoAnteriore è una collezione in fieri di circa 300 foto, che mette in scena il suggerimento implicito in ogni copertina e rende manifesto il nesso tattile e visivo che genera l'affezione feticistica per il vinile.
Alessandro Ciccarelli dj, collezionista di vinili e appassionato di fotografia, inizia questa ricerca nel 2006 e, come accade nelle migliori creazioni, lo spunto iniziale ha un contesto ludico. "Era una delle poche serate fredde che ci riserva l'inverno palermitano - racconta l'autore - Più che vero gelo un' occasione insolita e una scusa per scaldarsi con un bicchiere di zibibbo in compagnia. All'improvviso mi accorgo che uno dei miei amici assomiglia a Joe Cocker nella copertina del LP che avevo in mano. Una folgorazione così potente, che per poco non il disco non mi cadeva. L'idea è nata così".
I modelli sono amici e parenti, naturalmente, ma anche persone incontrate per caso e convinte a posare in ragione di una assonanza. Irresistibile è la tentazione di vivificare il disco!
Ciccarelli contestualizza le copertine dei LP, semplici e gatefold, attraverso la loro personificazione.
Persona in latino è la maschera che identifica il carattere che l'attore va ad interpretare. L'etimologia della parola rimanda a per sonare ovvero per rendere sonoro. Persone nascoste dietro un LP e che l'LP trasforma in altro da loro, rivelando quello che nella copertina non c'è, ampliando l'angusto spazio 30x30 ad un poter essere, ad una dimensione esperienziale più ampia, ironica, emulativa, narrativa, buffa.
La lezione di Pirandello si declina in una nuova forma e nell'interpretazione di Ciccarelli, alias Resonacedj, la copertina dei suoi vinile da collezione diventano la maschera che interpreta volti, ovvero le storie di quanti negli ascolti di quei dischi si sono persi, ritrovati, reinventati. "Io sono vinile" per l'appunto, sono contenuto e contenitore, sono il medium che diventa comunicazione!

prefazione del catalogo della mostra IO SONO VINILE/I'M VINYL

 
 


L'ingresso agli eventi e alle mostre di Vinile futuro anteriore é consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili ed è compreso nel biglietto di ingresso al Museo, da acquistare presso il bookshop al piano terra | tariffe e riduzioni


Per informazioni>
Associazione Sounday
tel +39 3492116942
associazione.sounday@gmail.com
www.sounday-times.com




4 marzo - 3 aprile 2011
Spazio mostre temporanee
Logo Bilbolbul - Bologna Museo della musica 4 marzo 3 aprile 2011Logo Hamelin

Il teatrino dell'ebbrezza

mostra personale di Ruppert&Mulot
inserita nel programma di BilBOlbul - Festival Internazionale del fumetto

BilBOlbul - Festival internazionale di fumetto è un progetto dedicato al fumetto d’autore che presenta le opere di grandi artisti e di giovani talenti della scena nazionale e internazionale.
BilBOlbul nasce a Bologna nel 2001 come iniziativa culturale proponendo, lungo tutto il corso dell’anno, una serie di attività sul fumetto. Questa esperienza e la rete che sviluppa costituiscono i presupposti per la realizzazione del festival, la cui prima edizione si svolge nel 2007.
Attraverso una programmazione trasversale di mostre, incontri, proiezioni, performance e laboratori, BilBOlbul mette in relazione il fumetto e gli altri linguaggi della cultura contemporanea.
Accanto alle iniziative di divulgazione del fumetto, BilBOlbul investe nella formazione di nuovi lettori attraverso attività laboratoriali e di promozione della lettura nelle scuole e nelle biblioteche.
BilBOlbul ha curato diverse raccolte di saggi dedicate agli autori delle mostre antologiche realizzate nelle passate edizioni (Magnus, De Luca, Toppi), ricevendo il premio Franco Fossati per la saggistica nel 2007, nel 2008 e nel 2009 e il premio Boscarato nel 2008.



venerdì 4 marzo
apertura straordinaria della mostra fino alle 18.30
da sabato 5 marzo a domenica 3 aprile
martedì-venerdì ore 9.30-16.00
sabato-domenica ore 10.00-18.30
Il teatrino dell'ebbrezza
mostra personale di Ruppert&Mulot

Considerati tra gli autori più innovativi e dirompenti della nuova generazione di fumettisti francesi, Ruppert & Mulot hanno riconosciuto nel fumetto il linguaggio che meglio esprime il loro universo artistico. Attraverso un disegno che bilancia il tratto essenziale dei personaggi con la ricchezza degli ambienti in cui si muovono, Florent Ruppert e Jérôme Mulot hanno rinnovato il fumetto contemporaneo, suggerendo innovazioni espressive e sperimentando nuovi formati. L’esposizione Il teatrino dell’ebbrezza è un invito a riscoprire la magia dell’immagine in movimento, attraverso la creazione di dispositivi ottici su cui gli autori sviluppano narrazioni assurde e grottesche. Il loro lavoro, che vede entrambi coinvolti nella rappresentazione grafica e nella scrittura della sceneggiatura, propone un approccio narrativo destrutturato, in cui disegno e testo ricercano una giocosa complicità con il lettore e costruiscono cortocircuiti metalinguistici. Allontanandosi dalla pagina stampata, Ruppert & Mullot danno vita a un linguaggio più plastico, rimettendo in discussione i codici del fumetto e aprendosi a influenze provenienti da altre discipline artistiche. Accanto alla mostra allestita presso il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, BilBOlbul presenta Irene e i clochard, la traduzione italiana del loro ultimo libro per le edizioni Canicola. Un romanzo dove la sapienza del disegno al pennino si coniuga all’approccio concettuale, restituendo in maniera efficace una storia intrigante per ritmo narrativo e profondità delle tematiche affrontate.

sabato 5 marzo
ore 14.00
Inaugurazione della mostra con gli autori

Florent Ruppert (1979) e Jérôme Mulot (1981) si conoscono all'École nationale supérieure
d'arts di Dijon e iniziano a collaborare a partire dal 2002. Le loro strisce vengono pubblicate
da alcune fanzine alternative, tra cui “Bile Noire” e “Le nouveau journal de Judith et Marinette”.
Jean-Christophe Menu della casa editrice l'Association, entusiasta delle storie realizzate da
Ruppert & Mulot per la rivista “Ferraille Illustré”, si propone come loro editore.
Safari Monseigneur esce nel 2005 e fa conoscere Ruppert & Mulot ad un pubblico più ampio.
Del 2007 è Panier de Singe che viene premiato al Festival d'Angoulême 2007 con il Prix Révélation.
Nel 2008 escono Le Tricheur e Sol Carrelus, mentre nel 2009 viene pubblicato il primo volume
della serie Irène et les clochards, in cui i due autori danno prova di una straordinaria capacità di
sceneggiatura, costruendo una storia emotivamente toccante.


L'ingresso alla mostra è consentito negli orari di apertura del museo.
L'accesso allo Spazio mostre temporanee è compreso nel biglietto di ingresso al Museo,
da acquistare presso il bookshop al piano terra | tariffe e riduzioni
Dal 2 al 6 marzo la Carta amici del festival dà diritto alla riduzione.
Sabato 5 marzo, entrata gratuita per tutti dalle 15 alle 18,30.


Per informazioni e contatti>
Hamelin Associazione culturale
tel>051 233401
e-mail>bilbolbul@hamelin.net
www.hamelin.net

Sito ufficiale>
www.bilbolbul.net/




28 gennaio - 27 febbraio 2011
Cortile
Logo Artefiera 11

Bologna Art First 2011

L'arte moderna e contemporanea per le vie
a cura di Artefiera - Artfirst



Dal 28 Gennaio al 27 Febbraio 2011 torna in città la sesta edizione di Bologna Art First - Se un giorno d’inverno un viaggiatore, progetto a cura di Julia Draganovic nato dalla collaborazione tra la Città di Bologna e Arte Fiera Art First, che si sviluppa nella città e nei suoi dintorni. Un percorso per immagini tra arte e storia attraverso installazioni site specific di artisti che lavorano con le gallerie presenti in Fiera. Un'unica grande mostra collettiva per creare un dialogo tra arte contemporanea e location inusuali del centro storico della città e dei suoi dintorni.
Nell'ambito dell'iniziativa, il Museo della musica ospiterà Bond II, opera di Antony Gormley nella suggestiva cornice del cortile di Palazzo Sanguinetti.
Le opere al Museo della musica saranno visibili al pubblico a partire da venerdì 28 gennaio, in contemporanea con l’apertura di Arte Fiera, fino a domenica 27 febbraio.



dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 16.00
sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.30
Antony Gormley - Bond II
(cast iron 183 x 54 x 41 cm edition of 5 with 1AP - Galleria Continua - San Gimignano-Parigi-Pechino)
Il titolo nasce dall'idea di come i materiali siano coesi: il legame (Bond) di valenza tra atomi che formano le molecole e il minerale. L'opera evoca la geometria cristallina del ferro, di cui l’opera è composta, applicata ad un corpo per esprimere la coesione che tiene insieme le cose.
La postura riflette la compressione interna; la geometria della matrice è prodotta da bolle di dimensioni diverse e da pressioni atmosferiche interne differenti. Le facce esterne suggeriscono la presenza di ulteriori cellule invisibili ed emotive che circondano la zona del corpo.


L'ingresso è gratuito
Si prega, prima di accedere all'area eventi, di ritirare il biglietto gratuito presso il bookshop del Museo.


Per informazioni>
Arte Fiera - BolognaFiere
Viale della Fiera, 20 40127 Bologna
tel. +39 051 282111
fax. +39 051 6374019
artefiera@bolognafiere.it
www.artefiera.bolognafiere.it




28 gennaio - 27 febbraio 2011
Sala mostre temporanee
Bologna Arte Fiera OFF

You are not safe | Light Pulse

mostra personale di Nicola Evangelisti a cura di Olivia Spatola
inserito nel programma di Artefiera OFF


a cura di
Logo Artefiera 11

Dal 28 Gennaio al 27 Febbraio 2011, all'interno della sesta edizione di Bologna Art First, torna anche Arte Fiera OFF: mostre, film, festival di arti, performance d’artista, eventi, organizzati in concomitanza con Arte Fiera Art First a Bologna e in Emilia-Romagna.
Nell'ambito dell'iniziativa, il Museo della musica ospiterà la mostra personale You are not safe | Light Pulse di Nicola Evangelisti nella sala mostre temporanee.
Le installazioni al Museo della musica saranno visibili al pubblico a partire da venerdì 28 gennaio, in contemporanea con l’apertura di Arte Fiera, fino a domenica 27 febbraio.


dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 16.00
sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.30
You are not safe | Light Pulse
personale di Nicola Evangelisti a cura di Olivia Spatola.
La mostra propone due installazioni multimediali in cui l’artista affronta tematiche scientifiche attraverso la sua personale interpretazione poetica ed estetica.
Si tratta di due opere di grande impatto visivo che andranno a coinvolgere lo spettatore attraverso una percezione multisensoriale, attiva e dinamica.
Con YOU-ARE-NOT-SAFE, Evangelisti interpreta il concetto di multiverso, la presenza cioè di molti universi collegati da cunicoli spaziotemporali e stati emozionali della nostra contemporaneità.
L’installazione consiste concettualmente in una sequenza di movimento di un fotone/proiettile in rapporto a quattro coppie di cristalli posizionate su altrettanti basamenti in acciaio. Dal primo basamento (YOU) passando per (ARE) e (NOT) si conclude con (SAFE) l’illusione dell’attraversamento degli otto cristalli aprendo l’incognita sulla sicurezza dell’osservatore posto di fronte all’ultimo basamento facendosi specchio del senso d’insicurezza che permea l’epoca contemporanea in seguito alle tensioni internazionali.
Light Pulse è una scultura luminosa che interagisce con impulsi sonori ambientali tramite un'interfaccia laser multidirezionale. L’opera, che è stata presentata a Luminale ovvero la Biennale della Luce di Francoforte, è costituita da un parallelepipedo in plexiglass che si comporta come una fibra ottica conducendo e direzionando l'andamento della luce laser tramite le superfici riflettenti del suo corpo geometrico. Tale luce laser interagisce con una campionatura di suoni prodotti dall’opera stessa e composti da Pietro Pirelli.
La luce, filtrata dalla materia, crea sul soffitto disegni caotici in movimento definibili come “speckle pattern” dalle valenze sia estetiche che scientifiche.
La percezione visiva degli elementi sonori rendono Light Pulse un'opera multimediale tra arte e scienza.


L'ingresso è gratuito
Si prega, prima di accedere all'area eventi, di ritirare il biglietto gratuito presso il bookshop del Museo.


Per informazioni>
Arte Fiera - BolognaFiere
Viale della Fiera, 20 40127 Bologna
tel. +39 051 282111
fax. +39 051 6374019
artefiera@bolognafiere.it
www.artefiera.bolognafiere.it