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Museo della musica su Tripadvisor 

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Piano terra


L’ingresso al Museo, all’interno del cortile con il trompe l’oeil di Luigi Busatti e Francesco Santini, è caratterizzato dallo scalone monumentale, ornato dallo stesso Santini con la probabile collaborazione di Serafino Barozzi, sovrastato dalla bellissima lanterna.


L’affresco fa quasi da sfondo alla sala dove è stato fedelmente ricostruito il laboratorio di liuteria del liutaio bolognese Otello Bignami (1914-1989) generosamente donato alla città di Bologna dagli eredi.


Al piano terra, nella biglietteria/bookshop è possibile noleggiare le audioguide in italiano e inglese, acquistare la guida del museo, diverse pubblicazioni musicali, vari gadget ispirati alle collezioni.


Dallo scalone si accede al piano nobile del Palazzo: nelle nove sale splendidamente affrescate si snoda il percorso espositivo che ripercorre sei secoli di storia della musica europea, con oltre un centinaio di dipinti di personaggi illustri del mondo della musica facenti parte della quadreria avviata da Padre Martini, più di ottanta strumenti musicali antichi ed un’ampia selezione di documenti storici di enorme valore: trattati, volumi, libretti d’opera, lettere, manoscritti, partiture autografe, ecc.

 


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Primo piano - il percorso espositivo


Il percorso museale si apre tra le “lussureggianti” decorazioni della Sala detta Boschereccia (o Sala del Convito), affrescata da Vincenzo Martinelli con statue di Bacco e Cerere del giovane Pelagio Palagi, nella cui vetrina centrale si trovano alcune opere simboliche che servono da prologo al visitatore che si appresta a compiere il viaggio all’interno dell’universo musicale.


La sala 2 (Sala di Enea, decorata da Pelagio Palagi e Gaetano Tambroni) e la sala 3 (Sala dello Zodiaco attribuita allo stesso Palagi e a Domenico Corsini) sono dedicate a Padre Giambattista Martini (ritratto da Angelo Crescimbeni) una delle più illustri personalità del Settecento musicale europeo, grande erudito e “vorace” collezionista cui si deve il nucleo originario delle imponenti collezioni musicali bolognesi. In particolare nella sala 3 si illustrano i rapporti tra Martini, ricercato maestro di contrappunto osservato e le personalità di spicco del mondo musicale dell’epoca quali il giovane Mozart e Johann Christian Bach, raffigurato in un celebre ritratto di Thomas Gainsborough. Nella stessa sala è possibile ammirare anche i famosi Sportelli di libreria musicale di Giuseppe Maria Crespi e il clavicembalo di Orazio Albana.


Si prosegue, quindi, nella sala 4, L’idea della Musica, dedicata ai teorici musicali dal ‘400 al ‘600, con importanti esempi di trattati musicali, con i ritratti dei rispettivi autori e alcuni strumenti musicali di grande importanza come il clavemusicum, pezzo unico del 1606 di Vito Trasuntino.


Alcuni tra i pezzi più importanti sono esposti nella successiva sala 5 (Sala delle Feste, opera del Barozzi) dedicata ai Libri per musica e strumenti dei secoli XVI e XVII: custoditi dentro moderne vetrine circolari, collocate al centro della stanza ad assecondare il ricco decoro della pavimentazione alla veneziana, si possono ammirare testi rarissimi di fine ‘400 e il famoso Harmonice musices Odhecaton A., primo libro musicale a stampa, realizzato da Ottaviano Petrucci nel 1501. Quindi gli strumenti: i liuti; l’armonia di flauti di Manfredo Settala del 1650, altro unicum della collezione; le pochette, la serie straordinaria di cornetti e serpentoni; infine un singolare strumento di scena come la Tiorba in forma di khitára.


L’opera italiana diventa protagonista nelle sale successive.
Dapprima il Settecento nella sala 6 (Sala all’orientale, sempre di Serafino Barozzi), dedicata al celebre cantante Carlo Broschi detto Farinelli: il suo bellissimo ritratto dipinto da Corrado Giaquinto domina la sala, assieme ai ritratti di castrati di varie epoche e di compositori del tempo, tra tutti Domenico Cimarosa e Antonio Vivaldi.


Nella sala 7 (Sala all’orientale, ancora del Barozzi) l’Ottocento e Gioachino Rossini, il cui nome è indissolubilmente legato a Bologna: ritratti, busti, libretti delle prime recite di Isabella Colbran, cantante e sua prima moglie, la partitura autografa de Il Barbiere di Siviglia, ma anche effetti personali curiosi, come la vestaglia da camera o il parrucchino, nonché il pianoforte a coda realizzato nel 1844 da Camille Pleyel, che gli appartenne.


Il percorso prosegue, attraverso i secoli, gli usi e le mode musicali, nella sala 8 (Sala delle Virtù in stile “quasi semi-gotico” di Antonio Basoli) dedicata ai Libri per musica e strumenti nei secoli XVIII e XIX: viole d’amore, clarinetti e flauti traversi affiancati ad incisioni e partiture composte da Torelli, Vivaldi, Bertoni; e ancora il bellissimo Buccin realizzato a Lione da Jean Baptiste Tabard.


A conclusione del percorso nella sala 9 un omaggio doveroso a due personaggi importanti per la cultura musicale bolognese e italiana, Giuseppe Martucci e Ottorino Respighi: sono esposti i ritratti, le fotografie e una selezione di opere del fondo Respighi che fu donato nel 1961 alla biblioteca dalla vedova Elsa, in occasione del 25° anniversario della morte del compositore.
Nella stessa sala si ammira il ritratto del musicista Arrigo Serato dipinto dal celebre pittore Felice Casorati.

 


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La biblioteca e l'area eventi


Sempre al piano nobile, con ingresso opposto a quello delle sale museali, è stato allestito lo spazio destinato ad ospitare la biblioteca musicale, rinomata a livello internazionale per la rarità e l’importanza dei materiali conservati e già nota e invidiata all’epoca di Padre Martini.
Vi si conservano molti preziosi manoscritti, musica a stampa dal ‘500 al ’700, una collezione di 12.000 libretti d’opera e una singolare raccolta di autografi (tra cui il celeberrimo compito di Mozart, l’antifona da lui redatta per l’ammissione all’Accedemia Filarmonica ed oggi esposta nella sala 3 del museo).
La biblioteca è dotata di sale di consultazione differenziate per i libri antichi e i libri moderni, sale per la consultazione dei microfilm e postazioni audio-video, nonché di sofisticati caveau per la perfetta conservazione del materiale bibliografico.


A coniugare funzionalmente il percorso museale vero e proprio agli spazi della biblioteca è l’area eventi con la suggestiva e raffinata Sala a doppia esedra (sala biabsidata) con 80 posti a sedere, l’annesso foyer dotato di postazioni multimediali, per finire con la singolare saletta egizia, opera di Gaetano Lodi.